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VISTA DA SX/ Sansonetti: il Pd vince alla lotteria ma senza sapere il perché...

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Nessuno degli “esperti” di politica è in grado di prevedere chi starà da una parte o dall’altra. E nessuno degli scissionisti, tranne forse Alfano, in precedenza aveva manifestato dissensi cospicui nei confronti di Berlusconi. A mancare a questa nuova realtà politica all’interno del centrodestra sono quindi un progetto e delle idee comuni. Se Roberto Formigoni è certamente espressione dei cattolici popolari che gravitano intorno al Ppe, è più difficile definire le caratteristiche ideologiche di un leader come Alfano, e quindi capire che cosa lo accomuni a Maurizio Lupi e a Carlo Giovanardi. Ma soprattutto è difficile stabilire, al di là dei toni politici, che cosa differenzi politicamente Alfano da Berlusconi.

 

Per quali motivi il nuovo soggetto politico dei moderati nasce con un’identità poco definita?

Per la gestione padronale del Pdl voluta da Berlusconi fin dalle origini del Pdl. Mentre nel Pd tutti sanno quali sono le divisioni in campo, in che cosa siano diversi Renzi e Cuperlo, Veltroni e D’Alema, per il Pdl non si può dire che sia così. Nella stessa Calabria, realtà che conosco bene, ero convinto che tutti i politici più importanti fossero compatti con Berlusconi, mentre ieri mattina ho scoperto che stanno tutti con Alfano.

 

Dopo avere sfidato Berlusconi, Alfano rischia di scomparire come Fini?

No, questo mi sento di escluderlo con forza. Alfano ha ottenuto una vittoria politica strepitosa, mentre Fini ha iniziato fin da subito con una serie di sconfitte. Tanto è vero che Berlusconi è stato costretto a correre dietro ad Alfano, riconoscendone volente o nolente il successo. Il leader di Futuro e Libertà al contrario non era riuscito a convincere nessuno.

 

Che cosa comporta invece il voto di ieri per il centrosinistra?

Dopo Alfano il secondo vincitore è Enrico Letta, ma il paradosso è che il Pd come al solito resta in balia degli eventi. Il partito di Epifani non ha mosso un dito perché il risultato fosse quello cui abbiamo assistito. Anzi, il centrosinistra non sa neanche spiegarsi come sia successo in quanto hanno fatto tutto gli altri, come documenta lo stesso discorso un po’ stupito del capogruppo al Senato, Luigi Zanda.

 

Insomma il Pd esce vincitore o no?

Il Pd esce vincitore, non però di una battaglia politica bensì di una lotteria. Epifani non sa neanche lui perché abbia vinto, e quando si vince senza sapere il perché c’è sempre qualcosa di preoccupante. Il centrosinistra porta a casa tutto ciò che voleva ma non ha fatto nulla, non ha mosso un dito e non ha la minima idea di che cosa stia per avvenire.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
03/10/2013 - non manca nulla (Claudio Baleani)

Una direzione politica c'è, sia nel Pdl, sia nel governo, compattata anche da un evidente comunanza nella compagine di governo che già era abbozzata nel gruppo interparlamentare. Questo governo è potenzialmente un partito. Naturalmente bisogna vedere come andranno a finire le riforme costituzionali. La ragione fondamentale per la quale Alfano non fa i gruppi parlamentari è che bisogna gestire questa nuova fase e pensare anche al dopo. La chiave di volta è proprio nella continuità politica con Berlusconi. Se esisterà Alfano sarà il capo dei moderati, altrimenti no. Si può andare avanti senza Berlusconi, anche perché prima o poi se ne dovrà fare a meno, ma non senza le ragioni che portano le persone a votarlo.