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Politica

DECADENZA/ Polito: solo a Grillo conviene salvare Berlusconi

Secondo ANTONIO POLITO, se l’Aula dovesse, a sorpresa, salvare Berlusconi, si determinerebbe un effetto politico dirompente che coinvolgerebbe tutte le forze politiche

Silvio Berlusconi (Infophoto)Silvio Berlusconi (Infophoto)

Le carte si ingarbugliano. La Giunta per le elezioni del Senato si è riunita ieri per decidere se il voto dell’Aula sulla decadenza di Berlusconi dovrà effettuarsi con voto palese o segreto. Tuttavia, il Pdl ha chiesto di sospendere i lavori, dal momento che le motivazioni della sentenza della Corte d’Appello di Milano che ha ridefinito i termini della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici per l’ex premier conterrebbero novità fondamentali. La Corte, infatti, «ha appena detto che l'incandidabilità è una sanzione amministrativa, e pertanto non è retroattiva. Quindi dà ragione a noi e non c'è motivo di andare avanti», ha spiegato il sentore pidiellino Francesco Nitto Palma. Alla fine, si è deciso di rinviare il voto a oggi. Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, offre una lettura politica di tutta la vicenda.

Cosa ne pensa, anzitutto, della votazione della Giunta?

Direi che su una materia del genere non ci possano essere dubbi sul fatto che il regolamento del Senato prevede il voto segreto. In casi come questi, è evidente che tutela la libertà dei parlamentari che, secondo la Costituzione, rappresentano la nazione esercitando la propria funzione senza vincolo di mandato. Ovvero, devono essere liberi da qualsiasi condizionamento legato alla discipline di gruppo, specialmente quando affrontano giudizi che riguardano le persone. Non è un caso che, se un parlamentare si dimette, la Camera di appartenenza è chiamata ad esprimersi con un voto su quelle dimissioni che, di norma, la prima volta vengono respinte. I parlamentari, infatti, devono avere il tempo per giudicare con scrupolo e lucidità se c’è il sospetto che il collega sia stato obbligato a compiere un gesto simile.

Con il voto palese, la condanna di Berlusconi sarebbe scontata?

Vista l’attuale situazione, non sono così convinto che un voto segreto sarebbe così conveniente per Berlusconi.

Il voto palese rappresenterebbe un danno per la democrazia?

“Danno alla democrazia” è un’espressione da usare con parsimonia. Diciamo che, per un uomo che ha costellato la propria carriera politica di leggi ad personam, sarebbe un curioso contrappasso subire una tale norma contra personam.

Ora che succede? Ci saranno rappresaglie legate alle argomentazioni della Corte d'Appello sulla natura dell'incandidabilità?