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SCENARIO/ Ostellino: la fine di Berlusconi ci regala la prima Repubblica

Secondo PIERO OSTELLINO, comunque vada, ci terremo questo governo. E, in ogni caso, dopo le elezioni, ci ritroveremo nuovamente nella condizione di dover invocare le larghe intese

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

C’è un’atmosfera da preludio alla guerriglia. La decisione della Giunta del Senato di votare la decadenza di Berlusconi con scrutinio palese ha determinato un picco di tensione e sottratto lucidità. Anzitutto, al diretto interessato, che ha disdetto un pranzo con i ministri del Pdl sostenendo, pare, di non aver da dire loro più nulla, stando a quanto ha riferito all’Ansa un dirigente lealista che non ha voluto rivelare la sua identità. Sta di fatto che, effettivamente, l’incontro è saltato e che l’ex premier ha voluto barricarsi con Verdini e Bondi per decidere il da farsi. Non è affatto esclusa la crisi di governo. O, almeno, un tentativo di aprirla. Abbiamo chiesto a Piero Ostellino, editorialista del Corriere della Sera, come evolverà il quadro.

Cosa ne pensa, anzitutto, della decisione della Giunta?

Non devo essere io a dirlo, sta scritto nella Costituzione: quando un voto riguarda le persone, deve essere segreto.

Quindi?

Quindi, si è trattato dell’ennesima porcata del Parlamento e della politica.

E’ a rischio la democrazia?

Ma no. Semplicemente, saranno soddisfatti di aver fatto fuori Berlusconi. La sinistra recupererà qualche voto, il Pdl si sfascerà e gli altri voti andranno a Grillo.

Non crede che la decisione della Giunta potrebbe ricompattare il Pdl?

Credo che tra governativi e lealisti, la vera divisione sia tra chi vuole mantenere lo Stato così com’è, ovvero burocratico, accentratore, moralista e vessatore, e tra chi lo vorrebbe più libero. Il vero problema è che siamo rimasti alle categorie del dopoguerra, alla divisione tra antifascisti e fascisti. E i primi assomigliano sempre più ai secondi.

Chi sono gli statalisti? I falchi o le colombe?

Sono suddivisi in eguale misura in entrambi gli schieramenti.

Ora Berlusconi darà seguito all’intenzione di far cadere il governo?

Può anche farlo. Ma non credo che il governo cadrà. Anzitutto, sta facendo fin troppo poco per cadere. Inoltre, in questa fase, ci sarà sempre qualcuno che gli garantirà la maggioranza necessaria per sopravvivere. Berlusconi non è in grado di portarsi appresso l’intero partito.

Di Berlusconi cosa ne sarà?

Credo che sia finito. Non tanto perché lo cacciano. Ma perché, in fondo, è logorato. Come tutti i padroni, non può durare in eterno. Cercherà ancora di coordinare il suo movimento, come ha fatto finora. Ma ha perso brillantezza e vivacità.

Ci sarà la scissione?