BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DECADENZA BERLUSCONI/ Augello (Giunta): voto inutile, il Pd vuole umiliare Silvio

Pubblicazione:venerdì 4 ottobre 2013

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Prima della decadenza senatoriale definitiva, saranno necessari alcuni passaggi formali. Ma, con la decisione di oggi della Giunta per le elezioni e le immunità del Senato, la vicenda, in sostanza, si esaurisce. E’ tutto finito, l’ex premier non sarà più titolato a sedere in Parlamento. Andrea Augello, senatore, membro della Giunta, e autore della relazione (che prevedeva il ricorso alla Corte costituzionale e quella di Giustizia europea) bocciata in prima battuta dai suoi colleghi, ci spiega perché l’esito della votazione di oggi è pressoché scontato.


Cosa succede oggi?

E' stata fissata, anzitutto, l'udienza pubblica della Giunta, alla quale Berlusconi e i suoi legali potranno partecipare per difendersi. Al termine, si riunirà la Camera consiglio, dove delibereremo la convalida o la decadenza della carica senatoriale per alzata di mano. Tale atto dovrà, poi, essere formalizzato da una delibera che, di solito, è scritta dal relatore e che porta l’approvazione della Giunta. La delibera, normalmente, viene votata il giorno dopo. Essendoci il week-end di mezzo, lo sarà lunedì. Quest’ultimo, tuttavia, è un atto meramente formale. La Giunta, di fatto, oggi conclude il suo lavoro.

 

Quindi?

Siamo di fronte ad una sentenza già scritta, fissata nel giorno in cui era stata bocciata la mia relazione. Berlusconi decadrà da senatore. Non ci sarà alcuna interazione tra la fiducia votata al governo da Berlusconi e la decisione dei parlamentari che lo faranno decadere.

 

Eppure, dal punto di vista di Berlusconi sembrava che far cadere il governo, spingere il capo dello Stato a sciogliere le Camere, e anticipare le elezioni fosse l’unico modo per salvarsi.

Anche se votassimo domattina, Berlusconi sarebbe comunque interdetto dai pubblici uffici, per effetto dalla sentenza della Corte d’Appello attesa il 19 ottobre. Inoltre, la legge Severino, prevede l’incandidabilità per sei anni in seguito a condanne come quella inflitta all'ex premier.

 

Berlusconi, per lo meno, non avrebbe subito l’onta della decadenza senatoriale. Dal voto della Giunta a quello dell’Aula passerà del tempo.

Non direi. Il Senato voterà, al massimo, tra il 15 e il 20 ottobre. Comunque, non ci sarebbe stato il tempo per sciogliere le Camere.

 

La decadenza che ripercussioni avrà sulla vita del centrodestra?


  PAG. SUCC. >