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LETTERA/ Il "dissidente" Pdl: né falchi, né colombe, ma gente del popolo

Pubblicazione:venerdì 4 ottobre 2013

Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (Infophoto) Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (Infophoto)

Nel PDL il confronto è stato tra chi voleva affermare il criterio del bene comune e chi avanzava criteri finalizzati al partito. Si sono scontrate due visioni. Al di là delle posizioni estremiste dei cosiddetti falchi, che hanno portato a scelte di irresponsabilità ho avuto anche modo di sentire ragioni corrette e a mio avviso valide, ma parziali; ad esempio, un caro amico deputato sosteneva che se non si difende la democrazia, attraverso la difesa di Berlusconi, si mette in pericolo la libertà di tutti. Ora, siamo tutti d'accordo nella battaglia per una giustizia non piegata a fini politici e quindi nella difesa di Silvio Berlusconi vittima di un accanimento giudiziario senza precedenti, ma ciò che non abbiamo potuto condividere è che questa difesa dovesse essere fatta a spese del nostro popolo. Le due cose non si escludono: il bene comune contempla sia l’azione governativa per il rilancio del Paese sia la battaglia sulla giustizia.

Siamo stati tacciati di essere "traditori", ma non si capisce di chi se il “tradito” ha chiesto a tutto il Pdl di votare come noi.

Il voto di fiducia di ieri al governo non è una vittoria di Alfano e delle "colombe", ma una vittoria dell'Italia. Lo hanno riconosciuto in molti: c'è stata una battaglia interna, ma questa volta (anche a differenza di altri partiti) non per conquistare le poltrone e la plancia di comando, ma per affermare il criterio vero e ultimo della politica: il bene del Paese. Ora, da questa battaglia, si apre una nuova prospettiva: costruire non un "nuovo (ulteriore) partito di centrodestra", ma - su questa posizione - costruire un "centrodestra nuovo". Un partito moderato, che non significa “moscio”, ma responsabile e effettivamente rappresentativo dell’area moderata del Paese. Non c’è in ballo una scissione o un nuovo gruppo o una ripartizione di cariche, ma la linea politica di un partito che vuole sostenere stabilmente l’azione di questo governo.

L'intervento di don Giussani ad Assago proseguiva e concludeva con queste parole: "Ho fatto quest'ultima osservazione pur ovvia a tutti per ricordare che e` un cammino nient'affatto facile ma duro, come del resto il cammino di ogni verita` nella vita. Ma bisogna non aver paura, anche qui, di quello che diceva il Santo Evangelo: chi si tiene strette le sue cose, la sua vita, le perdera` e chi dara` in nome mio la sua vita la guadagnerà".

Abbiamo corso e stiamo correndo un rischio, lo sappiamo bene. Ci sono momenti, dei tornanti, nella vita personale e politica nei quali occorre mettersi in gioco, scontrarsi anche con persone a cui si è legati con un sincero affetto per affermare il criterio per cui si vive e di fa politica. In questi giorni siamo stati chiamati a questo e abbiamo deciso di correre il rischio. Ma, per meno di questo, fare politica non avrebbe nessuna dignità.



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COMMENTI
07/10/2013 - il vero coraggioso resta Mauro (andrea sartori)

Concordo con Ceriani , pur comprendendo una certa prudenza, le "RIVOLUZIONI" non si fanno con il permesso dello Zar

 
04/10/2013 - Volete rifarlo? Ma "fatelo" davvero!!! (Luigi PATRINI)

Il vero problema del PdL/FI non sono i falchi o le colombe... Il PdL, anche se tornerà a chiamarsi F.I. è l'unico partito italiano che ha un Segretario (posto che Alfano lo sia ancora!)scelto dall'alto! Secondo me non dovrebbe ricevere nessun finanziamento pubblico perché questo fatto è segno di non-democraticità di quel partito. Perché non applicare anche ai Partiti ciò che la Costituzione chiede ai Sindacati? L'art.39 (III comma) è chiaro: "È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica": il primo segno di democrazia è che la classe dirigente di un sindacato (ma vale a maggior ragione per un partito!)sia scelta dagli iscritti, non imposta dal "padrone"! Finché uno a Roma decide chi deve comandare in Piemonte e chi comanda in Piemonte decide chi comanda a Cuneo e chi comanda a Cuneo decide chi comanda ad Alba!.... Forza ragazzi... Spero che se come FI verrete nel PPE ...vi chiedano di essere democratici davvero!

 
04/10/2013 - Don Giussani, se potesse parlare.... (dario ceriani)

Caro Raffaello, bisogna avere molta prudenza a citare Don Giussani per evitare di chiamarlo come in una equazione a giustificare le nostre azioni politiche delle quali spesso non c'è poco poco di "suo". Cerchi di dare una motivazione dignitosa alla presentazione delle dimissioni "sì ma nelle mani del capogruppo..." per poi dire "...ma la sfiducia al Governo era troppo". Sono contentissimo della tua decisione sulla fiducia, ma la logica conseguenza delle precedenti dimissioni sarebbe stata la sfiducia. Te ne eri accorto o no? Ma la strategia delle dimissioni l'avevata discussa e decisa nel gruppo o vi è arrivata la velina del partito da eseguire? Arrivi buon ultimo (e con te altri) alle considerazioni che invece l'amico Mario Mauro ha fatto tempo fa, ed altri prima di lui tempo fa fa, e vieni a darci lezioni di politica giussaniana? Proprio non riesci a fare un bagno di umiltà dicendo " amici, vi chiedo scusa perchè, per questi e questi motivi, non ho voluto vedere quello che invece era già chiara come la luce del sole, e cioè che da tempo (se mai lo fu all'inizio)il PdL nulla aveva piu' a che fare con la visione della politica che ci aveva consegnato Don Giussani?". Dico questo perchè agli amici che meno masticano di politca occorre dire cose vere anche se costano, altrimenti non crescono nella coscienza di giudicare la realtà. Te capì ? Detto questo, non fare passi indietro e, costi quel che costi, lavora per construire il PPE italiano. Tutti alla stanga !

 
04/10/2013 - TUTTO CONDIVISIBILE BRAVI, MA ORA ..... (Pierluigi Piccinini)

Mi complimento con Vignali e la pattuglia di coloro che hanno "costretto" Berlusconi a rimangiarsi la stupidata delle dismissioni comandate ai "suoi" ministri. Condivido tutte le argomentazioni qui addotte. Dall'esterno ho avuto l'impressione che abbiate rischiato di vostro per davvero nell'andar contro (mi consenta: finalmente). Ora però fate in modo che questo governa anomalo accrediti il suo esserci per FARE le riforme. Non le elenco, le sanno anche i muri. Ma la 1a è tagliare tagliare tagliare la spesa pubblica e contestualmente la 2a abbassare, abbassare abbassare l'assurdo carico fiscale. Finora sia da privato che come azienda dell'azione del governo Letta, a parte leggera diminuz. di gas e luce, non ho visto NULLA (credito IVa non rimborsato; soppressione dell'IMU paggliacciata visto la nuova imposta municipale; carico fiscale aumentato anzichè diminuire; tagli ? debito pubblico in continuo aumento; .....) FATE, AGITE, RIFORMATE, SEMPLIFICATECI LA VITA. A che serve una grosse-coalition altrimenti ? Solo a tranquillizzare i detentori esteri dei ns. titoli di stato ??