BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Polito: via Brunetta, poi il Pdl di Alfano può unirsi a Monti e Udc

Pubblicazione:domenica 6 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:domenica 6 ottobre 2013, 11.07

Enrico Letta e Angelino Alfano il giorno della fiducia (Infophoto) Enrico Letta e Angelino Alfano il giorno della fiducia (Infophoto)

Perché, in questi mesi, ha guidato il gruppo alla Camera come se fosse all’opposizione, continuando a ricattare l’esecutivo. La sostituzione o la rimozione degli altri falchi in posizioni di rilievo si esaurisce, invece, nelle dinamiche interne al partito, di cui agli elettori interessa ben poco. Insomma, qualche “estremista” c’è in qualunque formazione. Cosa ben diversa è collocarlo a capo del partito in Parlamento.

 

Il partito da lei descritto potrebbe fondersi con l’Udc e Scelta civica e dar vita al Ppe italiano?

Non dimentichiamo che il Pdl è tuttora nel Ppe. Se ne è allontanato nel 2011, a causa delle polemiche che Berlusconi ha innescato sull’euro in ragioni delle sue difficoltà interne. Detto questo, un Pdl ripulito dei suoi elementi di estremismo potrebbe benissimo stare in coalizione con Monti e Casini. Si tratterebbe dell’alleanza più naturale possibile. Ciò non rappresenterebbe un ritorno al centrismo, ma la nascita di uno dei due poli di un bipolarismo maturo. La fusione vera e propria, invece, potrebbe verosimilmente avvenire tra le colombe fuoriuscite dal Pdl (cosa che reputo improbabile) e i partiti centristi.

 

In questo processo, quanto può essere ancora determinante Berlusconi?

Nonostante abbia perso i propri diritti di elettorato passivo e sia stato politicamente sconfitto, mantiene un appeal elettorale non indifferente, che potrebbe aumentare se i suoi avversari compissero gli errori del passato. Sulla strada del rinnovamento del centrodestra, Berlusconi può rappresentare un ostacolo elettoralmente insormontabile, o il fautore di questo processo se si deciderà a fare la cosa giusta.

 

Come sta cambiando, invece, la sinistra?

Renzi ha capito che chiunque si candidi a leader del Pd e voglia costruirsi una figura da potenziale premier deve intercettare quella carica di antiberlusconismo e di ansia di rinnovamento che tuttora, nella base, è molto forte. Partito come il campione della destra e accusato di essere una Thatcher in  pantaloni, è oggi acclamato dalle folle delle feste dell’unità perché si presenta come colui che combatte il berlusconismo più di Letta. Una posizione a rischio.

 

Perché?


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
07/10/2013 - Chi fa i conti senza gli elettori...... (Carlo Cerofolini)

Ottima fantapolitica, appunto, però chi fa i conti senza gli elettori spesso gli conviene farli non due ma tre volte. Chi l’ha detto, infatti, che questa preconizzata ammucchiata centrista piaccia agli elettori del centrodestra?

 
06/10/2013 - Polito: via Brunetta (assunta dell'isola)

La perdita dei diritti di elettorato passivo per via giudiziaria di un leader politico rappresentativo di una larga fascia di popolazione è un fatto traumatico per la democrazia . Mi chiedo quale futuro potrà avere un paese che antepone una incerta stabilità di governo alla difesa delle libertà politiche e civili di un cittadino , su quale etica e valori si possa fondare uno stato di diritto e un nazione civile che intende esercitare un ruolo attivo e autorevole in ambito europeo .La convinzione che la democrazia possa essere equiparata a un gioco di scacchi ,in cui prevalgano i tatticismi politici e gli interessi tra i partiti è espressione di quella visione miope o deteriorata della realtà, che porterà l'Italia alla " meridionalizzazione" rispetto all'Europa ,sostenendo governi deboli per loro natura , incapaci di elaborare una progettualità di ampio respiro ,innovativa e di sviluppo , ( al di fuori dei logorati schemi dei partiti che lo sostengono)necessaria ad affrontare con determinazione e coraggio i problemi del paese .