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SCENARIO/ Polito: via Brunetta, poi il Pdl di Alfano può unirsi a Monti e Udc

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Enrico Letta e Angelino Alfano il giorno della fiducia (Infophoto)  Enrico Letta e Angelino Alfano il giorno della fiducia (Infophoto)

La speranza che sia la volta buona potrebbe non rimanere inevasa. Gli sviluppi avviati dalla fiducia al governo Letta, quando per la prima volta Berlusconi è stato (si è) messo in minoranza nel suo stesso partito, potrebbero sortire esiti felici. Almeno, per chi ritiene che il centrodestra debba finalmente trasformasi definitivamente in una forza moderata, popolare e ed europea. Abbiamo chiesto ad Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, che scenari si prefigurano.


Partiamo dall’episodio in cui l’ex premier ha deciso, all’ultimo, di votare la fiducia a Letta. E’ stato così importante?

Sì, perché è stato realmente messo in minoranza. E sulla più politica delle questione: far cadere o meno il governo che il Pdl stesso sosteneva.

 

Ora che succede?

O, cosa che io ritengo più probabile, la classe dirigente emersa in questa battaglia parlamentare (che ha vinto) riuscirà a guidare il Pdl con l’accordo più o meno esplicito di Berlusconi o, in alternativa, darà vita ad una formazione politica nuova.

 

Le colombe resteranno nel Pdl per evitare di fare la fine di Fini?

C’è una profonda differenza tra le due vicende: Fini voleva far cadere il governo di Berlusconi e produrre un atto che portasse alla fine traumatica della legislatura. Alfano ha impedito che cadesse il governo; Fini era, quindi, tenuto ad andar via. Alfano può ragionevolmente affermare che devono andarsene quelli che volevano far cadere il governo; Fini non poteva più sentirsi a casa sua. Alfano sì.

 

Che meccanismi si devono innescare affinché i moderati vincano la propria battaglia?

E’ necessario che pongano un problema politico, ribadendo la loro contrarierà alla trasformazione del Pdl in Forza Italia. Non c’è occasione migliore di questa per chiedere che il partito si doti, finalmente, di regole democratiche, meccanismi congressuali e che le decisioni sulle sorti del governo non si prendano la sera a casa del leader, con quelli che casualmente sono andati a trovarlo dopo cena per il caffè. In tal senso, la chiave per restare in una posizione di forza ed evitare una deriva estremista, consiste nel continuare a sostenere l’esecutivo. La sostituzione di Brunetta rappresenterebbe, da questo punto di vista, un segnale molto importante.

 

Perché proprio lui?


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COMMENTI
07/10/2013 - Chi fa i conti senza gli elettori...... (Carlo Cerofolini)

Ottima fantapolitica, appunto, però chi fa i conti senza gli elettori spesso gli conviene farli non due ma tre volte. Chi l’ha detto, infatti, che questa preconizzata ammucchiata centrista piaccia agli elettori del centrodestra?

 
06/10/2013 - Polito: via Brunetta (assunta dell'isola)

La perdita dei diritti di elettorato passivo per via giudiziaria di un leader politico rappresentativo di una larga fascia di popolazione è un fatto traumatico per la democrazia . Mi chiedo quale futuro potrà avere un paese che antepone una incerta stabilità di governo alla difesa delle libertà politiche e civili di un cittadino , su quale etica e valori si possa fondare uno stato di diritto e un nazione civile che intende esercitare un ruolo attivo e autorevole in ambito europeo .La convinzione che la democrazia possa essere equiparata a un gioco di scacchi ,in cui prevalgano i tatticismi politici e gli interessi tra i partiti è espressione di quella visione miope o deteriorata della realtà, che porterà l'Italia alla " meridionalizzazione" rispetto all'Europa ,sostenendo governi deboli per loro natura , incapaci di elaborare una progettualità di ampio respiro ,innovativa e di sviluppo , ( al di fuori dei logorati schemi dei partiti che lo sostengono)necessaria ad affrontare con determinazione e coraggio i problemi del paese .