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FITTO vs ALFANO/ Toti (Tg4): che c'entra Berlusconi, è "colpa" di Angelino...

Pubblicazione:lunedì 7 ottobre 2013

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Prima di dichiarare chiuso il berlusconismo, sarebbe prudente interpellare gli elettori. Ogni volta che si va a elezioni, e si pensa che elettoralmente sia sconfitto, le urne attestano il contrario. Quel che è certo, in ogni caso, è che, qualunque forma assuma il Pdl rinnovato, continuerà a prendere i voti in suo nome e non contro. Alfano è troppo intelligente per non capirlo e si limiterà a impegnarsi affinché le anime del partito trovino una sintesi.

 

Berlusconi ha una sua forza elettorale, indubbiamente. Tuttavia, non sarebbe l’ora che il partito diventasse adulto, e riuscisse a fare a meno del leader carismatico?

La politica, finite le chiacchiere, è fatta dai risultati degli elettori. Saranno loro a decidere quando il partito non dovrà più avere una leadership carismatica. Finora, non l’hanno deciso. E di sicuro non lo decideranno deputati e senatori che stanno in Parlamento perché trainati dalla candidatura di Berlusconi. Del resto, il Pdl è nato strutturalmente sulla sua leadership carismatica riconosciuta da 10 milioni di italiani. Diventerà un partito diverso quando ci sarà un altro candidato che dimostrerà di avere una forza elettorale superiore alla sua.

 

Fitto è la longa manus di Berlusconi?

Ma no, è impensabile. L’unico obiettivo dell’ex premier è quello di riunire i moderati. Prima di scendere in campo del resto disse ai vari Martinazzoli e Segni, e a tutte le varie anime dei moderati divisi, di mettersi d’accordo. Rendendosi conto che si trovava di fronte ad un pollaio ingestibile, prese in mano la situazione ed è diventato, per 20 anni, l’unico fulcro attorni al quale i moderati si sono uniti.

 

Giunti a questo punto, Forza Italia si farà?

Immagino di sì. Nasce proprio dall’obiettivo di ridare spinta propulsiva ideale al polo dei moderati. In ogni caso, il problema non è il nome del partito, ma la definizione dei suoi contenuti e della platea elettorale a cui si rivolge.

 

(Paolo Nessi



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