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FITTO vs ALFANO/ Toti (Tg4): che c'entra Berlusconi, è "colpa" di Angelino...

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

Il destino del Pdl è tutt’altro che segnato. Berlusconi dando la fiducia al governo Letta ha concesso ad Alfano una vittoria, certo. Ma parziale. Al disegno del vicepremier di presa in consegna del partito, infatti, si è contrapposto l’ex ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto. Che, intervistato dal Corriere della Sera, ha spiegato che l’unico modo per recuperare l’unità interna è un congresso vero e proprio, che esprima la linea politica e convochi gli elettori per scegliere il segretario. Abbiamo chiesto a Giovanni Toti, direttore di Studio Aperto e del Tg4, qual è il futuro del centrodestra.

 

I falchi hanno trovato il proprio capo da contrapporre dal Alfano?

Escludo che Fitto possa essere annoverato tra i falchi. E’ un ex ministro, nonché un importante esponente del Pdl che, ultimamente, è rimasto volutamente fuori dalla dialettica falchi-colombe. Non penso, del resto, che alcuni personaggi tra quelli che hanno firmato il suo documento, come la Carfagna o la Gelmini, possano essere considerati falchi. Semplicemente, di fronte a quello che è successo in Senato ha avvertito la necessità di scendere in campo.

 

Cosa è successo, secondo lei?

Nel giorno in cui si è data la fiducia a Letta, si è giocata sulla pelle del governo il primo vero congresso del centrodestra. Una conta interna tra le varie anime del berlusconismo. Alfano, che in qualche modo lo ha aperto, non può di certo pensare di fermare il meccanismo che lui stesso ha innescato.

 

Fino a ieri stamattina sembrava che la strada verso la leadership del ministro dell’Interno fosse in discesa.

La verità è che tutti, compreso Alfano, continuano ad andare da Berlusconi per chiedergli di restare in campo e mediare tra le varie anime. Si tratta, quindi, di giochi parlamentari e politici. Non elettorali. Costoro, infatti, non godono di consenso proprio. La vicenda di Fini insegna. Hanno il terrore di fare la sua stessa fine. Di conseguenza, le spartizioni di cariche interne al partito sono questione secondaria.

 

Vanno da Berlusconi, ma il suo ciclo sembra ormai volgere al termine...




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