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CARCERI/ Lupi: ha ragione Napolitano. Ne va della civiltà del nostro paese

Pubblicazione:martedì 8 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 8 ottobre 2013, 19.13

Giorgio Napolitano (Foto InfoPhoto) Giorgio Napolitano (Foto InfoPhoto)

Botta e risposta tra Giorgio Napolitano e il Movimento 5 Stelle. Nel messaggio inviato alle Camere sull’emergenza carceri, consegnato ai presidenti di Camera e Senato, il Capo dello Stato ha evidenziato la necessità di "immediati rimedi straordinari", tra cui “depenalizzazione e domiciliari” ma senza escludere di “valutare” anche “amnistia e indulto”. Parole attraverso cui, secondo gli esponenti M5S, il presidente della Repubblica intende solamente salvare Silvio Berlusconi: "Quelli che, come i grillini, mi accusano di volere un’amnistia pro-Berlusconi – ha detto Napolitano da Cracovia rispondendo ai giornalisti - sono persone che fanno pensare a una sola cosa, hanno un pensiero fisso e se ne fregano dei problemi della gente e del Paese. E non sanno quale tragedia sia quelle carceri. Non ho altro da aggiungere". Parole durissime, che seguono quelle dell’ex capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Riccardo Nuti, che poco prima aveva scritto su Facebook: "È iniziata la lettura del messaggio di Napolitano alle Camere, è il primo passo verso l'amnistia a Berlusconi con la scusa di risolvere il sovraffollamento delle carceri. La corruzione della politica? I furti che effettuano questi partiti da decenni? Un premier che mente alla Camera sulla nomina a Finmeccanica di De Gennaro? I partiti che derogano la Costituzione? Tutto meno importante per Napolitano". Sulla stessa linea il giudizio della collega Giulia Di Vita: "Impacchettato il tutto facendo leva sui diritti umani nelle carceri italiane e scarse risorse economiche del Paese. Hai capito Napolitano?".

Di segno opposto il giudizio del ministro dei Traporti, Maurizio Lupi. Che, dichiarando di condividere quanto chiesto da Napolitano, ha fatto presente che “quasi 65.000 detenuti in strutture che possono ospitarne al massimo 47.000, sono numeri che parlano di indifferenza verso la dignità degli uomini e delle donne detenuti in condizioni umanamente intollerabili”. Secondo il ministro, “ne va delle civiltà del nostro paese”. E’ di fronte a situazioni drammatiche e di emergenza come questa che le soluzioni straordinarie come l’amnistia e l’indulto trovano giustificazione. “Ridurre il numero dei detenuti e contenere i tempi della custodia cautelare è un atto di umanità e di giustizia, due valori inseparabili e che è difficile riconoscere nella situazione di sovraffollamento delle nostre carceri”



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