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FINE DI BERLUSCONI/ Perché Letta e Alfano sono riusciti dove ha fallito Beppe Grillo?

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

L'era che ora giunge al termine obbliga a voltare pagina. In qualche modo è la rivincita della prima Repubblica sulla seconda. Come scrive Salvatore Merlo su Linkiesta: "L'uomo che oggi, nel 2013, è stato battuto dal suo Delfino democristiano (Alfano), dal suo presidente del Consiglio democristiano (Letta) e da un anziano presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in Italia è l'ultimo dei comunisti. La seconda Repubblica sconfitta dalla prima" (3 ottobre 2013). Non sono stati Grillo, e prima di lui, Di Pietro, a porre in crisi il berlusconismo, ma la coppia Letta-Alfano, due moderati per i quali il dialogo tra Pd e Pdl è possibile e, al presente, necessario. 

Con ciò viene meno il manicheismo politico, diviso tra berlusconiani e antiberlusconiani, che ha contrassegnato l'ultimo ventennio. Potremmo dire che in Italia il Muro di Berlino soltanto ora sta veramente cadendo. Ciò obbliga non solo il centro-destra ma la stessa sinistra a ridisegnarsi. Vissuta nella comoda rendita dell'opposizione all'eterno Caimano ora dovrà, per differenziarsi, privilegiare finalmente i contenuti, la politica e non semplicemente la ripulsa morale. L'era berlusconiana volge alla fine. Il risultato è il mutamento dell'intero quadro politico.

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COMMENTI
09/10/2013 - Il politico ha bisogno "amici" veri (Luigi PATRINI)

Il giudizio su Berlusconi potrà essere "equilibrato" solo tra qualche anno. Già adesso si possono riconoscere dei meriti (per esempio l'aver fatto "sbattere" la gioiosa macchina da guerra di Occhetto), ma facendo un bilancio tra il più ed il meno credo prevalga quest'ultimo (anche se la sconfitta di Occhetto probabilmente ha impedito all'Italia - oggi assai malconcia - di morire subito), perché il berlusconismo politico (comune al C-Destra, ma anche al C-Sinistra), con il suo essere gridato e televisionaro, ha (quasi) distrutto il Popolo, facendone una massa di individui tifosi, che ragionano più dall'ombelico in giù che dall'ombelico in su. In quest'ultima fase della ns. storia si è sentita più forte la voce dei cristiani, e questo lascia sperare in un "rinsavimento" diffuso. Col tempo... C'è oggi una grande emergenza: quella educativa, che deve consentire agli individui di diventare persone, premessa indispensabile perché la massa torni ad essere "popolo". Il guaio di Berlusconi è quello di non aver avuto veri amici, ma solo tanti (troppi!) lacchè. Probabilmente nessuno l'ha mai rimproverato con amicizia e questo l'ha lasciato solo. Solo con se stesso e oggi ne paga le conseguenze.

 
09/10/2013 - fine di un'era (Alessandro Bonino)

Quando si cade, sopratutto in Italia, non c'è appello per chi è vinto, almeno però ci sia equilibrio nel giudizio storico. Berlusconi e i suoi governi, la sua attività politica sono stati solo quanto tratteggiato dal prof. Borghesi? Io non credo, perché è certo vero che sono stati anche quello, ma è altresì certo che durante questi lunghi 20 anni chi lo ha votato ha sperato in un reale cambiamento della struttura dello Stato e anche della società italiana in senso più liberale in modo che il potere invasivo e pervasivo dell' apparato pubblico (in tutte le sue molteplici ramificazioni) fosse meno asfissiante e onnipresente. Berlusconi ha fallito anche e sopratutto in questo perché ha tradito o dimenticato questo impegno con il proprio elettorato, in gran parte almeno nei primi mandati di origine cattolico-popolare. Perché il vero problema, a mio avviso, sta proprio nello statalismo pratico direi, non teorico se non in una minoranza ideologica e ben attrezzata, che pervade e infiltra la società italiana (alcuni esempi sono la scuola, i rapporti di lavoro, la sanità ecc.). Lo statalismo c'era 20 anni fa ed è tuttora lì a rallentare le possibilità di sviluppo della società e dell'economia italiane, anzi per certi aspetti è forse peggio. Chi può raccogliere il testimone di un tale impegno? Il panorama politico non è certo confortante da questo punto di vista e speriamo davvero che l'ottica non sia quella da prima repubblica. Cordialmente