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DIETRO LE QUINTE/ Berlusconi sfiducia Alfano ma rischia un'altra "pugnalata"...

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Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (Infophoto)  Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (Infophoto)

I pontieri, come Gasparri, Romani e Matteoli, stanno cercando in ogni modo di evitare lo scontro frontale, a costo di condurre una difficile trattativa preventiva che porti a un divorzio fra le due anime. Divorzio se non consensuale, almeno il meno cruento possibile. Si tratta dell'ipotesi cui ha  più volte fatto riferimento anche Quagliariello, due partiti alleati che entrambi riconoscono la comune matrice berlusconiana, come furono i gollisti francesi dopo De Gaulle. È quel centrodestra stile Casa delle libertà 2001, che Alfano ha più volte evocato come modello. 

Non sarà facile, però, che questa posizione di buonsenso possa trovare ascolto. Dietro alla guerra dei numeri intorno ai consensi che le due anime possono vantare fra i consiglieri nazionali si cela un'incertezza effettiva intorno alla consistenza reale dei due schieramenti. Berlusconi è rimasto scottato dal dibattito parlamentare del 2 ottobre, e dei conti di Denis Verdini (che giudicava un pugno i sostenitori del governo) non si fida più. 

Il Cavaliere è conscio che la forza dei governativi al Senato è già oggi superiore ai 22 o 23 nomi di cui si parla, e che quindi non avrà la forza di sfiduciare automaticamente Letta. E le file dei cosiddetti "innovatori" potrebbero ingrossarsi, anche per via dei timori che nel partito si sono sparsi alla notizia che sia in atto una selezione di volti nuovi che passa anche per le strutture di Mediaset e di Publitalia. Dal momento che alle ultime elezioni il turnover delle candidature si aggirava intorno al 40%, sono in molti a temere per il proprio seggio, e di conseguenza disponibili a fare in modo che la legislatura prosegua. 

È questo un ulteriore elemento che consiglia cautela, e che alla fine potrebbe consigliare a Berlusconi di fare in modo che, in consiglio nazionale o prima, siano gli alfaniani a dover scegliere da che parte stare, se con lui all'opposizione, oppure con i suoi carnefici al governo. A sei giorni dalla riunione del consiglio nazionale del Pdl e a sedici dal voto a Palazzo Madama sulla decadenza, molte pagine sono ancora da scrivere.



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COMMENTI
11/11/2013 - Impegnarsi ed educarsi: ecco la necessità di oggi! (Luigi PATRINI)

Menegatti sarà brutale, ma non si può dargli torto: il Paese è stufo, fa fatica ed è deluso dall'intera classe politica. Chi è stato un furfante ( ce ne sono tanti, visto che ne saltano fuori tutti i giorni!)è stato un furfante anche perché i "non-furfanti" (che probabilmente non mancano) gli hanno sempre permesso di essere tale! Per questo - pur essendo lontano mille miglia da Grillo - credo che l'intera classe politica dovrebbe andarsene a casa. Dovrebbe farlo in modo soft, però, perché sarebbe tragico che il nuovo - arrivato all'improvviso - facesse rimpiangere il vecchio: sarebbe tragico dover riconoscere che "si stava meglio quando si stava peggio". Il popolo non può fare una exit strategy per l'intera classe politica se non impegnandosi seriamente ed educandosi a riscoprire i Valori che rendono buona la vita stessa: che sono i Valori a cui la Chiesa ci educa. Chi ci crede deve testimoniarlo: anche - e soprattutto - in politica. Coraggio, cristiani che operate in politica, date la vostra testimonianza! Ma diamola anche noi, cristiani, padri e madri di famiglia, gente umile che deve scegliere la propria classe dirigente! Siamo ancora in tempo, forse, ad evitare che ... per risorgere si debba passare attraverso la catastrofe! L'Onnipotente, colui che gli spagnoli chiamano "Todopoderoso" ci aiuti! Aiuti l'Italia, l'Europa e il mondo intero! Scusate lo sfogo, ma preghiamo ogni giorno perchè Dio ci aiuti!

 
11/11/2013 - continua la battaglia da pollaio (Giovanni Menegatti)

I nostri Politici Dedicano il 99,9% del loro tempo a battaglie personali ed interne, in questo caso con le minacce del Patriarca in decadenza che assieme a lui e le sue vicende personali tutti lo dovrebbero seguire oppure niente rielezione. Mentre gran parte dei cittadini stanno perdendo il posto di lavoro e padri di famiglia non sanno come fare per procurare del cibo per le proprie famiglie, milioni di giovani che sono alla ricerca di un posto che non trovano, centinaia di quarantenni e cinquantenni che non riescono a ricollocarsi, e quali sono le preoccupazioni dei nostri politici? Mantenere il loro posto in parlamento, per i problemi che vi ho descritto usano il 0,1% del loro tempo, questo vale anche per il PD solo fanno un po meno schifo perchè non hanno il Patriarca. Da notare che quel 0,1% per la maggior parte lo usano per trovare nuovi balzelli con nomi nuovi che alla fine sono nuove tasse, che loro dicono che diminuiscono, mentre regioni e comuni aumentano le addizionali Irpef. Mentre le Famiglie cercano di risparmiare per far quadrare i bilanci, la spesa pubblica nazionale e regionale continua ad aumentare con sprechi assurdi e costi della politica inauditi