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SCENARIO/ I tre "extraparlamentari" che lavorano contro Napolitano e Letta

Renzi, Berlusconi, Grillo: ecco quello che accomuna i tre nuovi leader dell'"arco costituzionale": sono contro Napolitano, per il porcellum, e vogliono votare. UGO FINETTI

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano (Infophoto) Il capo dello Stato Giorgio Napolitano (Infophoto)

Nelle prossime settimane, con l'ascesa di Matteo Renzi alla guida del Pd e la rinascita di Forza Italia, lo scenario politico italiano è destinato a un mutamento radicale. Le conseguenze sono in particolare due. La prima è un indiscutibile indebolimento del governo di Enrico Letta nel momento in cui i principali partiti che lo sostengono cambiano leader. Sia Epifani sia Alfano, che hanno sottoscritto la fiducia iniziale, escono di scena come leader del Pd e del Pdl. A sostituirli saranno "rottamatori" e "falchi" che non hanno mai fatto mistero di avversare la soluzione delle larghe intese.

Ma, oltre a questo, c'è anche l'avvento di un altro fattore destabilizzante. Il nuovo Pd del sindaco-segretario e la nuova Forza Italia avvengono nel segno di una comune volontà di ridimensionamento della forma-partito tradizionale e in nome di un comune impegno per dar più voce alla "società civile". In questo quadro va considerata anche la presenza di Beppe Grillo, che ha ripreso il pieno controllo dei 5 Stelle ed è di nuovo in crescita nei sondaggi.

In sostanza dai primi di dicembre la vita politico-parlamentare italiana sarà indubbiamente dominata da un trio di leader – Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Beppe Grillo - che propongono una forte innovazione antipartito ed antipolitica, tutti e tre fuori dal Parlamento (visto che il voto palese sulla decadenza del Cavaliere sembra con esito scontato), e tutti e tre, anche se con obiettivi diversi, con una comune piattaforma: rovesciare quanto prima il governo e andare al voto senza modificare la legge elettorale.  

Né la contrapposizione tra maggioranza e opposizione né quella tra Pd e Pdl sembrano quindi offrire la "chiave di lettura" di quel che sta avvenendo. 

Infatti per queste tre leadership un comune avversario sembra essere Giorgio Napolitano, "reo" di aver nominato Letta e di voler cambiare la legge elettorale prima di nuove elezioni. È quindi contro il Quirinale che le tre componenti sommano già ora i propri attacchi. Beppe Grillo quasi quotidianamente in prima persona, il Cavaliere lascia fare ai "falchi" e Matteo Renzi si muove in modo più rispettoso (è pur sempre un "primo cittadino"), ma non meno incalzante. Lo stesso attacco del sindaco di Firenze alle mancate dimissioni del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri si salda alla contestazione del messaggio del capo dello Stato sulle carceri per amnistia e indulto. 

Per quanto riguarda il modo credibile di motivare l'attacco a Letta, esso appare naturale per chi come Beppe Grillo è sin dall'inizio all'opposizione, un po' meno per chi nel Pdl ne aveva salutato la nascita come una vittoria e nel Pd ne vanta la guida.