BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

BEPPE GRILLO/ Letta bugiardo e collaborazionista, fa gli interessi della Germania

Mentre l’Italia “sprofonda con bollettini quotidiani di guerra vera, di deserto delle aziende”, Enrico Letta “racconta le sue menzogne agli italiani”. Lo scrive oggi Beppe Grillo.

Beppe Grillo (InfoPhoto) Beppe Grillo (InfoPhoto)

Mentre l’Italia "sprofonda con bollettini quotidiani di guerra vera, di deserto delle aziende, degli investimenti", Enrico Letta “racconta le sue menzogne agli italiani” e “sposta sempre la linea della ripresa più in là”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog, da cui è tornato ad attaccare duramente il presidente del Consiglio. Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, il premier interpreta ormai “una nuova parte della Commedia dell'Arte, il Mentitor Cortese”, visto che “ogni sua dichiarazione si è dimostrata falsa come un soldo bucato”. Eppure lui, “imperterrito continua con le sue fandonie”. Questa “rappresentazione stucchevole” ha però un significato, spiega ancora Grillo, cioè quello di “garantire gli interessi dei nostri creditori internazionali, in primis la Germania”, ipotesi confermata dal fatto che “Capitan Findus ha quasi speso più tempo all'estero dalla sua elezione che in Italia a farsi accreditare dalle segreterie internazionali”. Insomma, Letta è “il novello Quisling italiano, il collaborazionista norvegese al servizio dei nazisti durante l'ultima guerra mondiale”, e il suo “è un governo fantoccio che rappresenta gli interessi di Stati stranieri e non dell'Italia”. Il capo del governo, ora chiamato “Quisling Letta” da Grillo, “non ha fatto nulla per risollevare il Paese. Gli ordini li prende dall'estero. E' un procuratore fallimentare che deve garantire i creditori. Quanto potremo andare avanti così?”, si chiede l’ex comico genovese, secondo cui “due misure sono improrogabili”: innanzitutto “vanno tagliati gli sprechi, le spese inutili che ammontano a circa 100 miliardi”, ma “queste voragini nel bilancio dello Stato non possono però essere eliminate da chi ne gode i benefici, dai partiti e dai Letta”, quindi “vanno rinegoziati con la Ue il tetto del 3% che ci strangola, che va superato da subito per gli investimenti in attività produttive, ristrutturato il nostro debito, cancellati gli impegni impossibili assunti con il Fiscal Compact con nuove tasse per 50 miliardi all'anno per vent'anni, una pazzia”. Insomma, “prima gli interessi nazionali".

© Riproduzione Riservata.