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DIETRO LE QUINTE/ Scendono in campo i tre vecchi "saggi" di Berlusconi

Pubblicazione:mercoledì 13 novembre 2013

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Il quadro è in movimento continuo, e fra le tante ipotesi che circolano c'è anche quella che il leader del centrodestra si convinca a volare talmente alto nella sua relazione al consiglio nazionale di sabato, sino a non citare in alcun modo la questione della decadenza e delle sue conseguenze politiche. Disegnare il futuro dei moderati italiani, insomma, nell'abito del sogno di un grande partito del centro destra, staccandosi dalla contingenza. 

Difficile, ma non impossibile. In questo sforzo più che i pontieri "politici", sarebbero impegnati i grandi mediatori, del calibro di Ennio Doris, Fedele Confalonieri e Gianni Letta. Un discorso così congegnato permetterebbe ad Alfano e ai suoi di esser presenti in una cornice di agibilità politica minima. Ben lontani insomma dal rischio di una riedizione della cacciata pubblica stile Fini 2010, il "che fai, mi cacci?" come grande rischio da evitare per tutti.

Si tratterebbe in sostanza di un rinvio del nodo politico chiave di queste giornate,che scivolerebbe a dopo il voto in Senato sulla decadenza. Sembra, invece, da escludere l'ipotesi di un rinvio della riunione, sia perché l'appuntamento ha già subito un anticipo e il balletto delle date risulterebbe incomprensibile ai più, sia perché stavolta fermare la macchina organizzativa sarebbe davvero difficile.

Per Alfano non è però facile accettare una soluzione transitoria, che nulla dica sul rapporto con il governo prima e dopo il voto sulla decadenza. E, per parte sua, non ha granché da offrire, se non un tentativo, non si sa quanto praticabile di strappare a Grasso e al Pd un breve rinvio del voto oggi fissato per il 27 novembre.

La soluzione del rebus Pdl sta forse negli incontri di Berlusconi. Quello con Fitto c'è già stato, per quello con Alfano è probabilmente questione di ore. Se c'è un margine per preservare ancora l'unità del Pdl si saprà ben presto, altrimenti i tamburi di guerra, che per ora si limitano alla guerra dei numeri fra i sostenitori delle due tesi dentro il consiglio nazionale (o qualcuno bara sulle firme raccolte, oppure parecchi consiglieri hanno firmato due volte), torneranno a rullare per segnalare che la resa dei conti è ormai alle porte, e non più rinviabile.



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