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IL CASO/ Cari giovani "berluscones", lasciate perdere il Nemico e tornate alla vita

Pubblicazione:mercoledì 13 novembre 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 13 novembre 2013, 8.29

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Repubblica, questo martedì mattina, ha pubblicato una intervista a due giovani legati a Daniela Santanchè, si chiamano Luca e Andrea Zappacosta, e parlano del loro ideale. Ecco alcune espressioni: "Berlusconi è vittima dell'odio della sinistra"; "Alfano è un traditore, anzi il Pd non ha bisogno di fare le primarie, ha già il segretario, è Alfano"; "il tradimento è degli alfini, cioè i ripetitori del traditore Fini"; "noi vogliamo impegnarci a fianco di Berlusconi per lottare contro la sinistra italiana".

Desidero esprimere come guardo a questi due giovani. In primo luogo trovo una netta eguaglianza degli estremismi, all'estrema sinistra e all'estrema destra. Vivono la politica come supremo luogo del vero e del giusto. Tutto consiste nell'estremizzare lo sguardo critico. Bisogna parlar male del nemico, bisogna trovare il nemico fra chi mi è più vicino ma che non si allinea con me. E poi per la bandiera che difendo devo negare ogni difetto, sulla mia posizione ci sono solo vittime che lottano contro i carnefici.

Ma questi giovani berlusconiani oggi perché si schierano? Per il liberismo, per l'anticomunismo, per la libertà dell'arricchimento, per superare il collettivo dei poveri, e lasciare che i poveri affrontino la loro lotta per uscire dalla povertà. Che dire? Sono ragioni. Ragioni che non vengono confrontate con il fallimento di vent'anni di leadership berlusconiana. Allora si schierano con Berlusconi perché sono schierati dalla Santanchè, che li ha reclutati con le sue ragioni, e promette loro posti di potere nelle prossime elezioni. Insomma dove sono i loro ideali? 

Io ricordo le tensioni ideali degli anni 70, la destra era per l'individuo nel senso più alto della sua espressione. La sinistra era per l'eguaglianza, un mito comunque positivo. E poi c'erano le domande, il piegarsi all'esperienza, il capire dagli errori, e dunque lo sciogliersi e il ricomporsi in movimenti che cercavano il vero. Insomma una vita in cammino.

Questi due giovani sono seriamente intenzionati a non piegarsi a nessuna evidenza, non sono in ricerca, si auto-affermano verso l'idea di carriera, si fanno con presunzione non sapendo neppure che la politica è servizio, e non luogo di vissuto identitario. Si stanno buttando via, e avranno pochi anni di comparsata sulla scena.


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COMMENTI
14/11/2013 - ideali (silvia maltoni)

Scusate ma la sig.ra Santanche' ha degli ideali? Non credo,e i risultati sono questi giovanotti senza arte ne' parte in tv!!! Giovani moderati di destra ce ne sono molti ma come sempre in questo paese la politica non premia le meritocrazia vedi il caso Santanche' !