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LEGHISMI/ La Lega "secondo Matteo" cappotterà alla prima curva

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Matteo Salvini (Infophoto)  Matteo Salvini (Infophoto)

Il punto è che, a fronte di questo disastro, la gestione Maroni è rimasta evanescente, del tutto incapace di avviare un reale recupero di consensi. In tutti i sondaggi anche recenti, il Carroccio rimane inchiodato tra il 3 e mezzo e il 4 e mezzo per cento; e si fa notare più che altro per le sparate verbali dei suoi grandi e piccoli pasdaràn.

Un deleterio esercizio, quest’ultimo, in cui non ha mancato di esibirsi anche il prossimo segretario designato: Salvini non ci va morbido, con le polemiche. Ieri chiedeva carrozze separate per gli immigrati nei tram di Milano, e attaccava violentemente l’allora ministro Fornero (“barbona, se passi da Pontida la Lega ti prende a calci in c…”); oggi rincara sparando a palle incatenate sul ministro Kyenge. Più istituzionale sarebbe stato il profilo di Flavio Tosi; ma il personaggio rischia una sovraesposizione, e non può essere considerato l’uomo giusto per tutti i ruoli: sindaco di Verona, segretario della Liga Veneta, candidato alle primarie del centrodestra, magari in alternativa a Luca Zaia per la presidenza del Veneto nel 2015… 

Il fatto è che i tempi stringono: nella tarda primavera si terranno le europee, dove il voto è totalmente proporzionale, e da sempre rappresenta per i partiti l’occasione per contarsi. Per il neo segretario la sfida risulta ardua; e un risultato deludente del Carroccio rischierebbe di compromettere il suo incarico fin dalle prime battute.

Dunque, il quadro risulta confuso e precario: il congresso, in tal senso, potrebbe rivelarsi solo un ulteriore passo della difficile transizione avviata dopo l’accantonamento di Bossi. Rendendo di breve ed effimera durata la Lega secondo Matteo.



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COMMENTI
13/11/2013 - risposta all'articolo (Gianluigi Lonardi)

Secondo me non è vero che la Lega non ha ottenuto niente, anzi ha fatto tutto ciò che aveva promesso. Esattamente la Devoluzione, eliminata con un referendum e il federalismo fiscale eliminato con la caduta di Berlusconi e la nascita del governo Monti. Queste erano riforme che forse non servivano a salvare la situazione ma non si potrà mai saperlo visto che non sono state messe alla prova, comunque sono state fatte ed ora ogni tanto si sentono nominare, anche da sinistra, come necessarie.

 
13/11/2013 - Fine della Lega? (agostino nonini)

A parte il titolo, che mi suona male (mi sembra che Matteo, quello della Lega, di evangelico non abbia assolutamente nulla, ammesso che la Lega di Bossi e Maroni ne avesse), l'articolo è sintetico, ma perfetto. Non saremo alla fine elettorale della Lega (ci sono grossi intrecci di interessi e di potere che sussistono), ma alla fine politica certamente visto che è venuta meno l'unica vera ragione sociale, il mitico ( nel senso che non si mai è capito se c'è e che cos'è)federalismo. A Matteo resta però un'arma, che può essere vantaggiosa, ma anche pericolosa e che lui userà con forza: una "bella" campagna anti-extracomunitari! Che dirà il mondo cattolico?

 
13/11/2013 - Meditate, leghisti, ...meditate! (Luigi PATRINI)

Analisi molto sintetica ma perfetta quella che Jori fa della situazione della Lega, che, partita con il vento in poppa, di risultati ne ha davvero raccolti pochi (a parte i vantaggi personalistici di qualche suo leader!). Speriamo che i tanti leghisti della prima ora la condividano e, soprattutto, speriamo che non siano troppo delusi dai leaders degli altri partiti di centro/destra!