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Politica

LEGHISMI/ La Lega "secondo Matteo" cappotterà alla prima curva

Nonostante i tanti candidati tra cui anche un redivivo Umberto Bossi, il vincitore del congresso della Lega è già deciso: Matteo Salvini. Lo spiega FRANCESCO JORI

Matteo Salvini (Infophoto)Matteo Salvini (Infophoto)

Sarà che di fatto si tratta del primo vero congresso della Lega Nord in oltre vent’anni di vita, visto che i precedenti erano stati piazzati a scatola chiusa, all’insegna dell’uomo solo al comando; ma all’appuntamento di metà dicembre il Carroccio arriva con vistose sbandate, e con un carico di polemiche che sembrano riproporre i vecchi vizi dei contestati partiti romani.

Le cronache di queste settimane dai vari angoli della Padania parlano di regole studiate a tavolino per favorire questo e danneggiare quello, urne blindate con un voto sostanzialmente palese, candidature fasulle promosse per sabotarne altre, assenza di reale dibattito e confronto, denunce di brogli, e via elencando. Con il rischio che, chiunque risulti alla fine il vincitore, si riduca a un segretario dimezzato. E in ogni caso con un nome in pratica già designato grazie alla benedizione di Bobo Maroni: sarà Matteo Salvini a prendere in mano il partito, prevalendo sugli altro quattro sfidanti, qualcuno dei quali potrebbe anche ritirarsi prima delle votazioni.

La vera curiosità riguarda semmai uno dei quattro, visto che gli altri (Manes Bernardini, Giacomo Stucchi e Roberto Stefanazzi) sono semplici comparse. Il riferimento va naturalmente a Umberto Bossi, che come il suo sodale Berlusconi non vuole saperne di ritenere conclusa la propria stagione, e che continua a essere al centro di aspre polemiche interne. A ben vedere, sono proprio queste a tenerlo in vita, politicamente parlando: sfugge ai più che le vere critiche al personaggio non dovrebbero riguardare questioni tutto sommato marginali, come la subalternità al cerchio magico, l’allegra gestione dei fondi, il deleterio nepotismo di famiglia.

Il vero nodo da contestare a Bossi è semmai il suo palese fallimento politico: in oltre vent’anni di dominio assoluto del partito, non ha portato a casa un’oncia del risultato primario legato alla ragione fondante del Carroccio, autonomia o federalismo che la si voglia chiamare. Ha condizionato a lungo i governi, in cui ha occupato ministeri di primo piano, ma è rimasto sostanzialmente subalterno alle scelte e agli interessi del suo amico Berlusconi. Ha impresso al partito svolte & giravolte da capogiro. Ha imposto la propria linea senza mai consultare nessuno, e l’ha sorretta a base di raffiche di espulsioni. Soprattutto, ha deluso le aspettative di un elettorato che aveva garantito alla Lega un sostegno a doppia cifra: nel febbraio scorso, il partito si è ritrovato con 1 milione 600mila voti in meno. E con un’autentica frana nella sua prediletta Padania: meno 61 per cento a Nordest, meno 49 a Nordovest.


COMMENTI
13/11/2013 - risposta all'articolo (Gianluigi Lonardi)

Secondo me non è vero che la Lega non ha ottenuto niente, anzi ha fatto tutto ciò che aveva promesso. Esattamente la Devoluzione, eliminata con un referendum e il federalismo fiscale eliminato con la caduta di Berlusconi e la nascita del governo Monti. Queste erano riforme che forse non servivano a salvare la situazione ma non si potrà mai saperlo visto che non sono state messe alla prova, comunque sono state fatte ed ora ogni tanto si sentono nominare, anche da sinistra, come necessarie.

 
13/11/2013 - Fine della Lega? (agostino nonini)

A parte il titolo, che mi suona male (mi sembra che Matteo, quello della Lega, di evangelico non abbia assolutamente nulla, ammesso che la Lega di Bossi e Maroni ne avesse), l'articolo è sintetico, ma perfetto. Non saremo alla fine elettorale della Lega (ci sono grossi intrecci di interessi e di potere che sussistono), ma alla fine politica certamente visto che è venuta meno l'unica vera ragione sociale, il mitico ( nel senso che non si mai è capito se c'è e che cos'è)federalismo. A Matteo resta però un'arma, che può essere vantaggiosa, ma anche pericolosa e che lui userà con forza: una "bella" campagna anti-extracomunitari! Che dirà il mondo cattolico?

 
13/11/2013 - Meditate, leghisti, ...meditate! (Luigi PATRINI)

Analisi molto sintetica ma perfetta quella che Jori fa della situazione della Lega, che, partita con il vento in poppa, di risultati ne ha davvero raccolti pochi (a parte i vantaggi personalistici di qualche suo leader!). Speriamo che i tanti leghisti della prima ora la condividano e, soprattutto, speriamo che non siano troppo delusi dai leaders degli altri partiti di centro/destra!