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CAOS PDL/ La lettera di Berlusconi: chi non crede in Forza Italia se ne può andare

Pubblicazione:venerdì 15 novembre 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 15 novembre 2013, 18.34

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CAOS PDL: FINITO L'INCONTRO A PALAZZO GRAZIOLI - E’ da poco finito l’incontro a Palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi e i ministri Maurizio Lupi e Angelino Alfano, ai quali si sono aggiunti dopo circa mezz’ora anche De Girolamo, Lorenzin e Quagliariello. Proprio il vicepremier è uscito pochi minuti fa senza rilasciare alcuna dichiarazione al capannello dei cronisti. Il messaggio del Cavaliere rimane quindi valido: “Chi ancora ci crede ha il dovere di restare e combattere, altrimenti se ne vada via”. Sul contenuto dell’incontro, così come quello dell’altro ieri, non è trapelato nulla. Domani l’atto finale. La spaccatura sembra inevitabile e la scissione è a un passo. Negli ultimi minuti si è iniziato a parlare anche di una possibile repentina convocazione (alle 21) dell’ufficio di presidenza per studiare modifiche al documento che sarà presentato domani in Consiglio.

CAOS PDL, LA LETTERA DI BERLUSCONI - Alla vigilia dell'attesissimo consiglio nazionale del Pdl che si terrà domani, Berlusconi anticipa le mosse con una lettera ai suoi. E intanto incontra a palazzo Grazioli Alfano e Lupi, i principali esponenti della cosiddetta ala sostenitrice del governo Letta e quindi contro il Cavaliere. Nella lettera Berlusconi ribadisce che di alternative lala sua leadership non ce ne sono e che anzi chi non è d'accordo può pure andarsene, visto che l'unico futuro del centrodestra si chiama Forza Italia. Ho sempre lavorato per unire, dice, e non capisco queste divisioni interne, aggiunge. Domani, dice ancora, ci si potrà confrontare in modo sereno come si fa in ogni famiglia: "Ognuno porterà le proprie idee. Ognuno è chiamato a dare il proprio contributo al disegno comune. Con civiltà, senza pregiudizi, senza retropensieri". E ui domani dirà quello che ha detto "fino allo sfinimento": "Forza Italia è la casa di tutti, di coloro che hanno contribuito a fondarla, di coloro che si sono spesi per farla crescere, di quelli che vi hanno aderito o decideranno, spero, di aderirvi nel prossimo futuro". Non manca, nella lettera, il consueto riferimento ai giudici: nel paese che vogliamo costruire, dice, non ci saranno giudici che usano i loro poteri per eliminare gli avversari politici. Domani dunque prosegue Berlusconi nasce "la casa di chi crede nella grande forza dei moderati italiani. E' la casa di chi antepone l'amore all'odio, di chi non coltiva l'invidia e la maldicenza, di tutti coloro che all'egoismo e ai piccoli, talvolta meschini, interessi personali antepongono sempre il bene comune". 

Oggi comunque si riuniscono i sostenitori di Alfano: ecco perché, forse, l'incontro con Berlusconi. 



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COMMENTI
15/11/2013 - se è così (Paolo Facchini)

Ciao!