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Politica

CAOS PDL/ Rotondi: se Alfano resta con Berlusconi sarà il nostro candidato premier

Angelino Alfano (Infophoto)Angelino Alfano (Infophoto)

Non si possono registrare i processi politici con l’orologio alla mano, non è importante. La cosa fondamentale è che si completi un percorso: io sono entrato nel centro-destra vent’anni fa, nel Pdl cinque anni fa e in Forza Italia oggi, sulla garanzia della storia politica di Silvio Berlusconi; mi sono regolarmente trovato in un film diverso da quello per cui avevamo approvato il casting. Adesso chiedo a Berlusconi di riprendere il timone e di esercitare la leadership che gli abbiamo sempre riconosciuto.

 

E sulle voci di scissione ancor prima di sabato? 

 Io non inseguo le voci. Comunque non credo che ci sarà una scissione: scopriranno che non c’è vita su Marte…

 

Poniamo il caso che il Pdl rimanga coeso: non sarebbe un paradosso che l’eventuale minoranza governativa abbia propri uomini nel governo, mentre la maggioranza lealista ne sia fuori? 

Io non penso che il problema sia quello di riequilibrare la presenza al governo. Faccio un altro discorso. Per il Partito democratico questo governo è stata solo una pausa di raffreddamento nella ventennale guerra per eliminare Berlusconi. Il bene del Paese è il titolo per gli allocchi. Il bene del Paese è avere un governo stabile e coeso e temo che questo non lo sia.

 

Troppi litigi, frutto di una convivenza oggettivamente impensabile?

Oltre a questo, mi pare evidente che i due maggiori partiti che lo animano siano percorsi da lacerazioni che impediscono una linea di politica economica chiara. Perciò: “disco verde” a chi propone una riforma elettorale maggioritaria e un confronto veloce nelle urne per dare all’Italia un governo legittimato dal popolo.

 

Fitto ha detto che Alfano vuole fare la festa a Berlusconi. E' proprio così?

 Io dico che Alfano ha il tempo e l’occasione per dimostrare che non è così. Se viene al Consiglio, riconosca la guida di Berlusconi e rimetta il suo mandato di ministro a disposizione del partito: così ci riconquisterebbe tutti.

 

Dunque voi lealisti non vi sentite rappresentati dall’attuale vice-premier. 

Questo non è vero. Io ho avuto sempre grande stima e simpatia per Angelino Alfano. L’ultimo mio pensiero è quello di non sentirmi rappresentato da lui, che resta anche un bravissimo ministro degli Interni. E aggiungo, come ministro mi piace molto anche la De Girolamo, una ragazza della mia terra che si è fatta le ossa nella lotta politica. Con questo voglio dire che la questione non è di chi sta al governo; il punto è riconoscere la leadership di Silvio Berlusconi.

 

Lo spettro della decadenza avanza. Poniamo il caso che il governo cada e si vada alle elezioni. Il candidato premier del centro-destra chi sarà?