BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINE DEL PDL/ Belpietro: ecco perché Berlusconi ha "cercato" la scissione

Alla fine, scissione è stata. "Chi non condivide i nostri valori vada via" ha scritto Silvio Berlusconi. Alfano: noi non ci stiamo, non è più il partito del '94. MAURIZIO BELPIETRO

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Alla fine, scissione è stata. Tutto è accaduto nel tardo pomeriggio di ieri. "Chi non condivide i nostri valori vada via" ha scritto Silvio Berlusconi in una lettera, resa pubblica, con la quale ha anticipato il "ritorno" politico alla nuova Forza Italia. Gli incontri e i tentativi di mediazione si sono alternati a ritmo frenetico per tutto il pomeriggio, ma l'esito che forse ormai in pochi, dietro le dichiarazioni di facciata, speravano - e che altri, probabilmente, temevano - non c'è stato. Ognuno per sé, dunque. "Non aderiamo a Forza Italia. Sono pronti nuovi gruppi che si chiameranno 'Nuovo Centrodestra'", è stata la risposta di Angelino Alfano. Le strade dunque si dividono. I "governativi", ha dichiarato Roberto Formigoni in tarda serata, addossando ai "lealisti" la responsabilità di aver indotto alla spaccatura un Berlusconi ancora disponibile al dialogo, diserteranno il Consiglio nazionale previsto per oggi. Parla Maurizio Belpietro, direttore di Libero.

 

Direttore, il giocattolo si è rotto. "Forza Italia è la casa di tutti: chi non ci crede è libero di andarsene" erano state le ultime parole di Berlusconi alla vigilia del Consiglio. Un ultimatum.

Esatto. Chi ci sta ci sta, e chi non ci sta, pazienza. Mi sembra che alla fine Berlusconi si sia dimostrato il più falco di tutti. Chi pensava che Berlusconi stesse temporeggiando, non sapendo bene da che parte andare, alla fine si è sbagliato. Aveva già in mente l'idea di tornare a Forza Italia con quelli che ci stanno. Non solo.

 

Cosa intende?

Ho la sensazione che Berlusconi avesse realmente messo in conto la possibilità di una mini scissione, e che ora il gruppo di transfughi gli faccia persino comodo.

 

In che senso?

Ora nessuno potrà accusarlo, nel momento in cui deciderà di uscire dall'area della maggioranza, di provocare la crisi di governo.

 

Quindi i numeri per fare cadere il governo non li ha.

Che Berlusconi non abbia i numeri, è nei fatti. Se li avesse avuti avrebbe fatto cadere il governo il 2 ottobre. Quei 20-30 senatori che possono consentire la prosecuzione della legislatura ci sono. Berlusconi ha dovuto correggere la sua linea politica, e alla fine credo che abbia fatto due semplici calcoli. Andrà all'opposizione e il governo proseguirà. E allora scatterà la fase due.

 

Che sarebbe?

Berlusconi, che certamente non può essere contento dei risultati di questo governo (perché non sta sostanzialmente facendo nulla e come si è visto è stato persino bocciato dall'Europa sulla legge di stabilità), dirà quello che gran parte degli italiani pensano, e cioè che questo esecutivo non serve a nulla dal punto di vista del rilancio e della crescita dell'economia.

 

Un esercizio di "riscaldamento" in vista delle elezioni?



COMMENTI
16/11/2013 - Scissione (Duilio Sala)

E' il solito vizio di Berlusconi : costruirsi il giocattolo da solo e poi, sempre da solo, romperlo. Ora sembra addirittura che voglia farlo riparare a sua figlia. mah... Saluti, Duilio