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LEGGE ELETTORALE/ Chiaramonte: il "sindaco" Renzi mette in crisi il mattarellum

Pubblicazione:sabato 16 novembre 2013 - Ultimo aggiornamento:sabato 16 novembre 2013, 11.23

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Va fatta una premessa: se la Corte entrasse nel merito del livello di di-sproporzionalità ammissibile in un sistema elettorale, rischierebbe di costituzionalizzare il principio di rappresentanza proporzionale, ipotesi eccessiva rispetto alla portata del ricorso in atto; inoltre, alcuni costituzionalisti ritengono che laddove accogliesse il ricorso, rovescerebbe il principio secondo il quale i singoli cittadini non possono adire la Corte. Detto questo, una volta rimosso il premio di maggioranza, il Mattarellum potrebbe diventare un modo per uscire dall’impasse in cui la stessa Corte avrebbe gettato, a quel punto, la politica; resta il fatto che diventerà un’opzione praticabile nella misura in cui converrà ai partiti.

 

E al Pdl, converrebbe?

il Pdl, attualmente, non ha una sua proposta. La fase che sta vivendo gli rende impossibile capire quale legge potrebbe essere la più conveniente. E’ evidente che se si scinde, converrà alle forze risultanti un sistema proporzionale, se resta unito, un maggioritario. E’ probabile che, giunti a questo punto, il Mattarellum convenga a Berlusconi; i collegi uninominali rendono pressoché impossibile, alle formazioni piccole o medie, conquistare un numero decente di seggi, obbligando così il centrodestra a restare unito; con l’attuale sistema, invece, una formazione minore che dovesse staccarsi dal Pdl potrebbe comunque sopravvivere.

 

E al Pd?

Prima di tutto, bisognerebbe capire la proposta effettiva di Renzi. Di certo, l’attrazione per il collegio uninominale, nel partito, esiste. Stesso discorso vale per l’M5S, che con il Mattarellum, sarebbe in grado di vincere nei collegi uninominali e conquistare parecchi seggi. Il che, la dice lunga sul rischio che si riproponga nuovamente una situazione tripartita, senza un vincitore certo. 

 

(Paolo Nessi)



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