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SCISSIONE PD?/ Sansonetti: Cuperlo molla Renzi (e si prende Sel)

Secondo PIERO SANSONETTI, la simmetria tipica del panorama politico italiano determinerà l’inevitabile scissione del Pd. In futuro, tuttavia, non è esclusa la nascita del grande centro

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Il trauma consumatosi all’interno del centrodestra è destinato a ripercuotersi su tutta la politica italiana. La scissione delle colombe dai falchi e il passaggio di Berlusconi all’opposizione alterano l’aritmetica parlamentare e, di conseguenza, gli equilibri di governo, ma non solo: l’evolversi della situazione a destra implica un ripensamento della sinistra. Tanto più che l’imminente vittoria di Renzi alle primarie destina il Pd ad una profonda metamorfosi. In definitiva, l’intera prospettiva del sistema dei partiti italiani subirà i contraccolpi della spaccatura del Pdl. Abbiamo analizzato la situazione con Piero Sansonetti, diretto de Gli Altri e di Calabria Ora.

Ora che succede?

Nella politica italiana, l’asimmetria  conta. Nel 2008, l’unificazione tra Ds e Margherita comportò l’immediata unificazione tra Forza Italia e An. Si tratta di operazioni che riguardano sia gli equilibri politici che le convenienze elettorali. A prescindere dalla legge.

Quindi?

Il Pd si spaccherà, Renzi e Cuperlo si divideranno. Contribuirà non poco il fatto che il primo vincerà le primarie “popolari”, il secondo i congressi interni; altro fattore fondamentale è rappresentato dall’indebolimento di Vendola in seguito alle intercettazioni delle telefonata con il portavoce dell’Ilva.

Perché dovrebbe contribuire alla scissione?

Sel si troverà in difficoltà sempre maggiore, e per l’eventuale formazione di Cuperlo, si tratterà di una ghiotta occasione per fagocitarlo. Ci sarà, probabilmente, una fusione, resa finora impossibile proprio dall’eccessivo valore di Vendola. Poi, ovviamente, Renzi e Cuperlo saranno alleati alle elezioni. Come, del resto, i falchi e le colombe. Con qualsiasi legge elettorale, storicamente la somma dei partiti divisi ha sempre dato una cifra superiore al valore del partito unito.

E se il partito di Alfano non si alleasse con Berlusconi? Se costruisse una formazione di centro con parte di Scelta civica e l’Udc?

E’ un’opzione verosimile e, ovviamente, inconciliabile con l’alleanza con Forza Italia. Ma non si verificherà nell’immediato. Nell’eventualità di elezioni anticipate, Alfano e Berlusconi correranno insieme. E’ pur vero che l’operazione dei governativi avrà senso esclusivamente se il governo resta in vita ancora a lungo. Per almeno uno, se non addirittura due o tre anni. Ecco, in quel caso, la prospettiva si ribalta, e il grande centro diventa l’ipotesi più realistica. Anche perché, a quel punto, la fine della leadership di Berlusconi rientrerà nelle cose umane: avrà, infatti, più di 80 anni.

La durata del governo, appunto: non crede che la scissione la metta a repentaglio?