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SCISSIONE PDL/ Feltri: ora Alfano aspetti sul fiume il cadavere di Berlusconi

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Di coalizione, in realtà, ha parlato solo Berlusconi. Tuttavia, è un argomento prematuro, dato che il governo non cadrà.

 

Più passa il tempo e più la possibilità che i governativi si uniscano all’Udc e a Scelta civica diventa realistica?

Indubbiamente, è un’ipotesi che Alfano sta prendendo in considerazione. Tuttavia, non ne vedo l’utilità. Allearsi con Casini non conviene né strategicamente né numericamente. A Monti non ha portato in dote nulla. Inoltre, finché Berlusconi resta politicamente in vita, ci mette poco a mangiarsi l’ennesimo partito di centro. Considerando che l’ex premier decadrà, che a primavera dovrà iniziare a scontare la pena, che potrebbero esserci nuove condanne e che, in ogni caso, sul finire della legislatura avrà più di 80 anni, ad Alfano conviene, semplicemente, starsene immobile. Non deve accelerare né dar vita a nuove composizioni, ma accogliere la mano tesa di Berlusconi e, tra quattro anni e cinque mesi, raccoglierne l’eredità. In caso contrario, farà la fine di Fini che, se fosse rimasto sulla riva del fiume attendendo lo scorrere del cadavere del suo nemico, magari sarebbe persino diventato premier al posto di Monti.

 

Dimentica che Alfano, la scissione, l’ha già fatta.

Sì, ma a differenza di quella di Fini è stata decisamente più soft. Alfano ha mantenuto buoni rapporti con Berlusconi e fino all’ultimo ha espresso solidarietà e affetto nei suoi confronti, nonché indignazione per la persecuzione giudiziaria a cui l’ex premier è stato sottoposto. Ha sottolineato, inoltre, nel corso della presentazione del Nuovo centrodestra, che la spaccatura si è resa necessaria perché con tutto ciò non ci andassero di mezzo gli italiani.

 

Anche le altre colombe ragioneranno in questa maniera?

Come ad Alfano, neanche agli altri conviene andare al centro. Al limite, ci sarà qualche cattolico del Pdl che deciderà di andare con Casini, ritenendosi così a casa. 

 

(Paolo Nessi)

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