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VERSO IL PPE/ Mario Mauro: convinceremo anche gli elettori di Renzi

Pubblicazione:domenica 17 novembre 2013 - Ultimo aggiornamento:domenica 17 novembre 2013, 9.36

Mario Mauro (Infophoto) Mario Mauro (Infophoto)

Per far tornare l’Italia competitiva le riforme devono essere garantite dalla capacità di abbracciare le condizioni della gente. Occorre, quindi, conoscere e applicare i fattori dell’economia sociale di mercato e la dimensione della sussidiarietà. Per far questo, serve una grande cultura politica. In particolare, la cultura popolare.  

 

Con chi pensate di fare tutto ciò?

In Parlamento sarà prioritario, anzitutto, approfondire il dialogo con tutti i gruppi parlamentari che riscontrano la necessità del governo di grande coalizione.

 

Quindi, farete un gruppo unico con l’Udc?

Ricordo, semplicemente, che a suo tempo abbiamo fatto presente come la separazione di Scelta civica dall’Udc non avesse alcun senso. La prospettiva è di restare uniti in coalizione. Certo, potrebbe generarsi un certo trambusto, provocato dalla decisione di quanti non comprendono la necessità di evolvere verso un soggetto più maturo; l’eventualità, si chiarirà nei prossimi giorni e ci regoleremo di conseguenza.

 

Come si svilupperanno i vostri rapporti con il Nuovo Centrodestra?

Ho molto rispetto per quello che sta accadendo nel Pdl e per le responsabilità che si stanno assumendo molti esponenti - indubbiamente di grande spessore - di quel partito. Proprio perché sono rispettoso, non credo che sia mio compito dare suggerimenti ad alcuno.

 

State lavorando, in ogni caso, alla costruzione di un grande centro?

Per ora, parliamo di contenuti. Quello che accadrà domani sarà figlio di quanto saremo chiari rispetto alla necessità di una nuova cultura politica. Per questo, il 23 novembre, lanciamo l’idea di un’Assemblea popolare per l’Italia. La terremo al Teatro Brancaccio di Roma, alle 10.30. Le persone, e non i partiti, potranno prendere la parola per tre minuti e dare il proprio contributo.

 

Crede che ci saranno anche esponenti della sinistra?

Credo che una sensibilità affine alla nostra, rispetto ai contenuti di cui ho parlato, possa estendersi fino alle propaggini di quanti vorrebbero votare Renzi.

 

(Paolo Nessi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
17/11/2013 - commento (francesco taddei)

nuova dc. partito dello statocentrifugo. servo vostro, sempre. chi vuole meritocrazia, meno tasse e riforme per i giovani si prega espatriare.

 
17/11/2013 - ideali o interessi personali? (agostino nonini)

A me piacerebbe che Mauro spiegasse perché "l'intuizione", come la chiama lui di Berlusconi sia stata considerata per quasi 20 da persone che ritengo serie e responsabili (Mauro, per la verità, l'ha capito in anticipo) come sufficiente per dare vita a governi di lunga durata benché ci non fossero adeguati frutti né di riforme liberali né di riforme federali né, per fortuna, di riforme nazionaliste. Siccome non penso, almeno lo spero, che l'unico legame fosse l'anticomunismo,che, a buona ragione poteva valere negli anni '50-'60 (anche se sappiamo bene che non c'è mai stato il pericolo che il P.C.I. prendesse il potere in Italia: non l'avrebbero permesso gli USA e non l'avrebbe voluto nemmeno il P.C.U.S., a cui aldilà della propaganda, la divisione europea stava bene come era)mi sorge il dubbio che l'unico collante sia stato il potere, cosa che non mi scandalizza se produce dei risultati positivi anche per il paese. Ma essendo i risultati non adeguati (personalmente li giudico molto negativi), come mai questa "intuizione" innaturale è durata tanto a lungo?

 
17/11/2013 - Tre minuti per cominciare (Giuseppe Crippa)

Interessante il proposito di parlare di contenuti e non di “grande centro”. Buona l’idea di organizzare una assemblea popolare per l’Italia a Roma ma ce ne vorrebbero una o più in ogni città e paese e non soltanto nella capitale, assemblee nelle quali davvero le persone, tutte senza eccezione, potessero parlare solo per tre minuti, che bastano per cominciare se lo si volesse davvero.