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Politica

DIETRO LE QUINTE/ I "piani" di Berlusconi per governare (con Alfano) e votare (con Renzi)

Silvio Berlusconi con Angelino Alfano (Infophoto)Silvio Berlusconi con Angelino Alfano (Infophoto)

Berlusconi ha dimostrato sufficiente lucidità per ammettere di non avere più i numeri per fare cadere il governo. Di conseguenza potrebbe trovare molto vantaggioso collocare il suo partito al'opposizione ed entrare in diretta concorrenza con Grillo nel rastrellare i consensi dei tanti elettori insoddisfatti da una ripresa economica tante volte annunciata, ma che continua a non arrivare. Nel frattempo attraverso Alfano, se riuscirà a non logorare troppo i rapporti, potrà ancora condizionare in qualche modo l'azione dell'esecutivo guidato da Enrico Letta, che potrebbe continuare la sua azione per tutto il 2014, Renzi permettendo. Al sindaco di Firenze, anzi, Brunetta ha lanciato la sfida a non votare la legge di stabilità, se la giudica sbagliata, e vuole evitare di logorarsi, sostenendo un governo debole da segretario del Pd.

Se Renzi accettasse la provocazione, sarebbe il Pd a pagarne il prezzo politico, ma si andrebbe a votare in primavera con il centrodestra senza la possibilità di schierare Berlusconi e costretto in fretta e furia alle primarie. Uno scenario di grande debolezza. Se, invece, Letta dovesse continuare la sua difficile navigazione all'ombra del Quirinale, allora l'ultimo azzardo del Cavaliere, essere contemporaneamente all'opposizione ed al governo, potrebbe persino portare qualche frutto e consentirgli di attendere quel ribaltamento della sentenza (magari grazie all'Europa), di cui lui in privato continua ostinatamente a dirsi convinto.

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