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Politica

LEGA NORD/ Fontana: i partiti "moriranno" di primarie (tranne noi)

Per ATTILIO FONTANA, una spaccatura irreversibile fra Alfano e Berlusconi potrebbe portare a degli sconquassi che non farebbero bene a nessuno e soprattutto alla buona amministrazione

Umberto Bossi e Roberto MaroniUmberto Bossi e Roberto Maroni

“Sì a una coalizione che tenga insieme le diverse anime del centrodestra, ma no a primarie che rischiano solo di esacerbare gli animi e creare ferite insanabili”. E’ l’appello di Attilio Fontana, leghista della prima ora, sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia. Ieri il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, ha dichiarato che “quel che conta è che Berlusconi abbia teso la mano ad Alfano, dimostrando ancora una volta di essere un genio della politica”, spiazzando “falchi e falchetti e indicando l’obiettivo di comprendere nella coalizione anche quelli che non sono andati in Forza Italia”. Secondo Maroni, “per la Lega si tratta di una grande opportunità. Possiamo interpretare il ruolo di facilitatori, per far deporre le armi”.

Fontana, davvero il fatto che non si sia consumata la rottura tra Alfano e Berlusconi è una buona notizia per la Lega?

Condivido le affermazioni di Maroni. Al di là delle valutazioni di carattere nazionale, sul territorio una spaccatura irreversibile fra le due anime del centrodestra potrebbe portare a degli sconquassi che credo non farebbero bene a nessuno e soprattutto alla buona amministrazione che stiamo portando avanti nelle Regioni, nei Comuni e nelle Province. Nel momento in cui si sono trovate delle diversità e dei distinguo, è un fatto positivo che questi distinguo e queste diversità possano continuare a convivere e ad amministrare in modo serio. Si tratta di un aspetto considerevole, speriamo che si mantenga questa volontà soprattutto quando il 27 novembre ci sarà il discorso di Berlusconi.

Come si situa la Lega Nord tra queste due anime del centrodestra?

La Lega Nord ha una sua autonomia e una sua chiara individuazione. Non credo che debba situarsi tra le due anime. Noi la nostra politica, le nostre idee e le nostre proposte le abbiamo sempre fatte in maniera assolutamente chiara e precisa. Saranno piuttosto gli altri che si dovranno situare nei nostri confronti.

Lei che cosa ne pensa delle primarie?

E’ un’idea come le altre, utile soprattutto in prossimità delle elezioni per dare una grande visibilità ai candidati. Non sono però sicuro che all’interno del partito crei tutti quei vantaggi che derivano poi all’esterno. All’interno dei partiti si creano spesso delle ferite che sono poi difficili da rimarginare. A questo punto per esempio ritengo che non sia fino in fondo possibile un recupero dei rapporti fra le due anime del Pd, e questo rappresenta un difetto tipico delle Primarie.

Quindi più che creare una dialettica che poi si supera politicamente, ciò che avviene con le primarie è una frattura insanabile?