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Politica

SCENARIO/ Folli: l'esclusione di Berlusconi svelerà il piano di Alfano &co.

Angelino Alfano (Infophoto)Angelino Alfano (Infophoto)

Se il tentativo sia fallito o meno, non possiamo stabilirlo adesso. Lo comprenderemo quando si deciderà l’esclusione di Berlusconi dal Senato.

 

A quel punto, cosa potrebbe accadere?

Berlusconi potrebbe passare all’opposizione e gli alfaniani potrebbero seguirlo. In questo caso, per loro, si tratterebbe di un fallimento totale; oppure, potrebbero continuare a sostenere Letta. Tale operazione, benché effettuata a prezzo di una scissione del partito e di una divisione profonda nel centrodestra italiano, non rappresenterebbe più una sconfitta. Non è escluso, infine, che Berlusconi rinunci a far cadere il governo, nonostante la sua esclusione dal Senato; anche in tal caso, vorrebbe dire che ha prevalso la linea moderata, anche se, presumibilmente, con qualche ambiguità. Berlusconi resta un personaggio dall’indubbia personalità politica e molto ingombrante. Se il suo partito assume la prospettiva di Alfano, non se ne starà di certo zitto.

 

Che vantaggio avrebbe a far cadere il governo dato che, per gli effetti della sentenza della Corte d’Appello che lo ha condannato a due anni di interdizione dai pubblici uffici, è comunque incandidabile?

Nessuno. Si comporta così semplicemente perché è stato colpito nell’orgoglio. Non può accettare che il suo destino possa dipendere da altri, siano essi i magistrati o i parlamentari a lui ostili. E’ una mossa dettata più dalla psicologia che dalla politica.

 

Una quarta opzione, in cui Berlusconi toglie la fiducia al governo, gli alfaniani lo seguono, ma continuano a tentare di cambiare il partito, è possibile?

No. Questa non sarebbe la quarta opzione, ma la prima. Si tratterebbe, cioè, del fallimento dell’opzione moderata. 

 

Il senatore Giovanardi ha sostenuto, su queste pagine, che già attualmente esistono due partiti distinti: la nuova Forza Italia e la formazione di quanti hanno deciso di restare nel Pdl.

Di fatto, effettivamente ci sono due partiti: uno è quello di Berlusconi. È la sua emanazione, e lo porta dove vuole; l’altro, seppur confusamente e in ritardo, sta cercando di darsi un’identità moderata, collegata al Ppe, ed è disposto a rompere con l’ex premier. Come quest’ultimo si comporterà, è attualmente un’incognita. Tuttavia, lo scopriremo presto, dopo il voto del Senato (palese o segreto poco importa).

 

I moderati del Pdl e Forza Italia potrebbero, in futuro, stare alleati nel centrodestra?