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SCENARIO/ Folli: l'esclusione di Berlusconi svelerà il piano di Alfano &co.

Secondo STEFANO FOLLI, l’unica possibilità per gli alfaniani di non essere sconfitti, è non seguire Berlusconi nel momento in cui decidesse di far cadere il governo

Angelino Alfano (Infophoto) Angelino Alfano (Infophoto)

Neanche questa è la volta buona e, in fondo, c’era da aspettarselo: Berlusconi ha deciso che non si farà da parte e, a prescindere dal suo status giuridico, alle prossime elezioni guiderà il partito e farà campagna elettorale. Che potrebbe essere inaugurata a breve se, una volta espulso dal Senato, dovesse decidere di far saltare il governo. Resta da capire come si comporteranno i moderati del Pdl: 22 senatori alfaniani che si sono definiti “innovatori” hanno firmato un appello indirizzato al presidente del Senato, Pietro Grasso, per chiedergli di ignorare la decisione della Giunta per le elezioni e consentire all’Aula di votare la decadenza a scrutinio segreto. Contestualmente, hanno rinnovato la propria lealtà all’esecutivo. Cosa faranno nel caso in cui Berlusconi decidesse di staccare la spina? E, soprattutto, che fine ha fatto il progetto dei “governativi” di prendere in mano le sorti del Pdl, trasformandolo in un partito moderato ed europeo? Lo abbiamo chiesto a Stefano Folli, editorialista de Il Sole 24 ore.

 

Dopo la decisione di Berlusconi di continuare a guidare il partito, i moderati sono stati definitivamente sconfitti?

Sconfitti non direi. Di certo, l’operazione che stanno ipotizzando è piuttosto complicata. Si avvicina il momento in cui dovranno porsi il problema della scissione; benché essa non sia necessariamente inevitabile, è indubbio che se Berlusconi avesse accettato di farsi da parte, fosse anche in favore della figlia, avrebbe reso tutto molto più semplice. Rimanendo al comando, seppur in condizioni di minore forza rispetto al passato, potrebbe costringere gli alfaniani a fare ciò che non vogliono. Ovvero, spaccare il partito.

 

Perché non vogliono?

Perché si consegnerebbero ad un destino incerto.

 

Gli alfaniani, il 2 ottobre, costrinsero Berlusconi a votare la fiducia al governo. Allora, sembrava che intendessero dare battaglia per costruire un partito moderato ed europeo. Cos’è andato storto?

Non la vedrei esattamente in questi termini. Cambiare linea politica di un partito che è stato dominio assoluto di Berlusconi per circa 20 anni non è di certo un’operazione realizzabile dall’oggi al domani. Resta il fatto che, oggi, Berlusconi, è un uomo invecchiato, che ha sulle spalle una condanna, sta per essere espulso dal Parlamento e non sarà ricandidabile alle prossime elezioni. Per questo, non mi stupisce che sia in corso tuttora un tentativo di dare vita alla formazione un nuovo gruppo dirigente e un’altra prospettiva.

 

Non crede che questo tentativo sia fallito nel momento in cui è stata ricostruita Forza Italia e i vertici del Pdl sono stati azzerati?