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CANCELLIERI/ Pomicino: attento Renzi, chi cerca le elezioni anticipate si fa male da solo...

La richiesta di dimissioni del ministro della Giustizia, spiega PAOLO CIRINO POMICINO, rappresenta un mero tentativo d’aggressione al governo da parte delle diverse opposizioni

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri (Infophoto) Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri (Infophoto)

Tutto poteva aspettarsi Enrico Letta, fuorché l’esistenza del proprio governo fosse messa a repentaglio dal caso Cancellieri. Che dal centrodestra sarebbe potuto provenire qualche brutto scherzo, lo aveva ben presente; ma che uno tra i suoi ministri più specchiati e autorevoli potesse dare a Renzi un pretesto per metterlo in difficoltà, era del tutto imprevedibile. Nelle prossime ore capiremo se le larghe intese riusciranno a superare indenni anche questo scoglio;  cioè, se la mozione di sfiducia contro il ministro non passerà, oppure se il ministro si dimetterà prima del voto. Nel frattempo, abbiamo fatto il punto sulla situazione con Paolo Cirino Pomicino.


Qual è la sua lettura di tutta la vicenda?

Il caso Cancellieri rappresenta la classica occasione che alcuni vorrebbero cogliere per aggredire il governo.

Chi è che vuole far cadere il governo?

Chi ha interesse, evidentemente, non facendo parte della compagine governativa, ad andare a elezioni anticipate. Quindi, le opposizioni, ma anche chi, in questo momento, all’interno del Pd rappresenta l’opposizione interna all’esecutivo. Purtroppo, da vent’anni a questa parte, le circostanze e gli atti della politica non vengono valutati nel merito ma, semplicemente, in virtù del vantaggio che possono produrre.

Quindi?

La Cancellieri è un ex prefetto della Repubblica che mai avrebbe pensato di fare il ministro. A questo punto, credo che non le resti alternativa se non quella di disarmare quanti vogliono danneggiare il governo, sottraendogli l’arma della sfiducia; in sostanza, dovrebbe dimettersi. Sottolineando che è stata chiamata per rendere un servizio al Paese, che non è mai stata un politico di professione, che ha sbagliato nel far prevalere l’amicizia sul senso dell’opportunità politica e che il suo passo indietro, semplicemente, è finalizzato al bene del Paese.

Nel merito, crede che abbia sbagliato?

Ma per carità, al massimo ha commesso una leggerezza nel telefonare alla famiglia Ligresti; da qui, a puntare tutte le frecce al proprio arco contro di lei, nella speranza che la sua sfiducia faccia cadere l’esecutivo, ce ne passa. Francamente, mi pare che non abbia fatto niente di sconvolgente o scandaloso. E lo sanno tutti. A partire da quelli che ne chiedono le dimissioni. Il problema è che sta emergendo, in maniera drammatica, come in Italia manchino sempre più il senso delle proporzioni e il senso dello Stato. Chi pensa che ogni occasione sia buona per mettere in difficoltà il Paese, sbaglia se crede che questo significhi fare opposizione. Insomma, si tratta di una sbavatura populista che non si addice, anzitutto, a chi pensa di avere i numeri per fare lo statista.

Si riferisce a Renzi?