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Politica

FLOP BEPPE GRILLO/ Così Casaleggio rende inevitabile la scissione di M5S

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Indubbiamente. Per dirla tutta, Casaleggio non vuole mollare il “giocattolino". Come in qualunque altro partito, del personale più colto e preparato potrebbe metterlo in difficoltà. Resta il fatto che pare che stia facendo di tutto per alienarsi la base: aveva promesso una piattaforma on line di partecipazione diretta dei cittadini ma, dato che lui non continuava a non realizzarla, l’avevano messa a punto i militanti del movimento, autofinanziandosi e mettendo a disposizione le proprie capacità; ma, poco prima che il progetto partisse, è intervenuto, impedendo che il nuovo strumento fosse  utilizzato per votare sulle decisioni del partito e imponendo come unica forma di espressione i commenti. Praticamente, Facebook. Va anche detto degli oltre 150 parlamentari grillini ne avrà incontrati, al massimo, 20 o 30.

Lo fa per circondarsi di un’aurea di impenetrabilità?

Ha, piuttosto, dei tratti paranoidi. E’ decisamente timido. Per carità, è in buona fede e crede nelle sue visioni apocalittiche. Tuttavia, come “organizer”, come dicono loro, è inadeguato. Resta il fatto che tutti questi fattori hanno determinato, nel movimento, un clima di estrema tensione.

A questo punto, ci sarà la scissione?

Ci saranno 10 o 20 senatori, e altrettanti deputati, che se ne andranno. Ma non combineranno nulla. Faranno dei gruppi autonomi, in Parlamento, per sparire. Non hanno, del resto, alcun alter ego da opporre a Grillo.

I voti che perderà Grillo che fine faranno?

Se i partiti continueranno a comportarsi così, finiranno tutti nell’astensionismo.

 

(Paolo Nessi)

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