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PRIMARIE PD/ Menichini (Europa): Renzi vincerà, ma la "scissione silenziosa" è già iniziata

Pubblicazione:mercoledì 20 novembre 2013

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Ha parlato di abbandoni silenziosi, ma questo è purtroppo un fenomeno che per quanto riguarda la sinistra e il Partito democratico è in corso da molti anni.

 

Renzi ha detto che se vincerà nulla sarà più come prima. La sensazione è che molti dell’apparato Pd temano di perdere posto e potere.

 C’è una resistenza anche comprensibile in quanto l’idea della politica che ha Renzi non prevede un partito con tanti dipendenti, con sedi di grandi dimensioni e grandi spese. È un concetto diverso in cui sicuramente c’è un leader – accentratore d’attenzione – intorno al quale si organizza una squadra; e poi non ci sarebbero tante propaggini come ci sono adesso nel Pd. E in merito…

 

Prego. 

 Ricordiamo che quando il Partito democratico è nato, si è dovuto appesantire del gravame dei due partiti che, fondendosi, hanno appunto dato alla luce il Pd (Margherita e Democratici di Sinistra, nda). Quindi è comprensibile che ci siano tanti bravissimi e utilissimi lavoratori dell’apparato di partito che sono preoccupati per questa prospettiva. Ma d’altronde la politica dell’oggi e del futuro dovrà essere più magra.

 

Renzi la scissione non la vuole, ma non gli farebbe forse comodo scaricare una parte per portare con sé altri. Parte di Scelta Civica forse? 

 No, Renzi è l’opposto di questo: vuole raccattare voti in maniera trasversale: partendo dalla sinistra, vuole recuperare i voti che sono andati al Movimento 5 Stelle, i voti dei berlusconiani delusi, dei moderati, e vuole tenere ovviamente ben saldo il corpo elettorale del Pd. Non ragiona a compartimenti stagni, ed è proprio questa la sua forza. Considera il bacino elettorale come un insieme al quale vuole rivolgersi in maniera indifferenziata per conquistarlo con le sue capacità comunicative, a prescindere dalle appartenenze politiche.

 

Veniamo al caso Cancellieri: Renzi ne chiede le dimissioni immediate, mentre Letta ha difeso a spada tratta il suo ministro: la sfiducia sarebbe un voto contro il governo, ha detto.

 E' un derby in corso in cui Renzi deve dimostrare che da adesso in poi bisogna fare i conti con lui, mentre Letta deve reggere su una posizione di solidarietà verso il proprio ministro che ha difeso sin dal primo momento. Vedremo se si troverà una via mediana perché entrambi abbiano soddisfazione, ma in questo momento non si può sapere come andrà a finire.

 

(Fabio Franchini)



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COMMENTI
20/11/2013 - Chi vivrà vedrà (Luigi PATRINI)

Ora che il PdL è sciolto, inevitabilmente si scinderà anche il PD, il cui unico collante era l'antiberlusconismo. D'altra parte, diciamocelo chiaro, cosa c'entra Renzi con la tradizione del PD? Qualche tempo fa Renzi ha detto che il programma del partito l'avrebbe fatto lui...: una cosa assolutamente coerente con la tradizione del centralismo democratico, no?!?!?!? Ne vedremo delle belle... Finalmente si può sperare in un bipolarismo pluripartitico, che per sua natura sarebbe più inclusivo e meno ...muscolare. Mi spiace per chi credeva che non ci sarebbe stato spazio per un'area di centro propensa ad allearsi con un centro che sia popolare e non populista!