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CAOS FI/ Dai casting al "si salvi chi può", Berlusconi inciampa al primo voto...

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Effettivamente, la questione è grave. Non è un bell’esordio. Un partito che nasce dovrebbe essere fresco, pimpante, sicuro di sé e, quindi, anche della cariche da distribuire. Credo, in ogni caso, che tutto si risolverà, e che le varie contraddizioni, come sempre, saranno riassorbite nella figura di Berlusconi. Al quale, francamente, spero non gli passi per la testa di fare lui il capogruppo. Decadrà tra pochi giorni, sarebbe una sciocchezza. Il vero problema, in realtà, è che ciò che manca del tutto, è la politica stessa.

 

Cosa intende?

Forza Italia, o resta all’opposizione, e sarà ininfluente; o va al governo, e sarà influente. Ciò non significa che, in  futuro, non avrà un ruolo. Per ora, tuttavia, mi pare su posizioni attendiste.

 

Non crede che la politica manchi anche sul fronte dei contenuti? Possibile che, dopo vent’anni, continui a definire Forza Italia il partito delle “rivoluzione liberale”?

No, non lo è. Ma, del resto, stiamo pur sempre parlando del partito di Berlusconi. Il collante, il manifesto, il motore di Forza Italia, resta lui. Da questo punto di vista, non conta tanto quello che dice, quanto che sia lui a dirlo e che abbia dato vita ad un soggetto che raccoglie gli uomini e le donne che non ha ancora deluso. In tal senso, l’assenza della politica è molto più percepibile sul fronte del ruolo che intende assumere nella partita.

Vorrà forse giocare di sponda con il Pd renziano per far cadere Letta?

Nei fatti, potrebbe verificarsi una situazione del genere. Ma Renzi non potrebbe mai accettarlo. Deve far cadere Letta senza darlo a vedere. Non si può di certo mettere d’accordo con Berlusconi; restare con l’area di governo, d’altro canto, lo destinerebbe ulteriormente all’insignificanza, essendo quella zona già presidiata da Alfano.

 

Berlusconi, ricordando parte di tutti quelli che non sono con lui, ha ammesso una sconfitta? 

Ha posto l’accento sulla sua “colpa” più grave: ha promesso la rivoluzione liberale, mettendo insieme un embrione di classe dirigente che avrebbe potuto progettarla, e ha avuto ampissime maggioranza ma, per vent’anni, ha fatto il democristiano e lo statalista, aumentando le tasse e non scalfendo minimamente i veri poteri forti. Che non sono la Boccassini, ma i burocrati che impediscono agli italiani di lavorare. Su questo, il fallimento è completo. Non so quanto se ne renda conto. Normalmente, infatti, ha un atteggiamento auto-assolutorio: continua a sostenere che le riforme, nonostante avesse il carisma, la squadra, i voti, i soldi e le tv, non gliel’hanno lasciate fare. 

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
22/11/2013 - fallimento berlusconiano (umberto persegati)

Il "Ghe pensi mi" non ha mai avuto una idea per migliorare le condizioni degli italiani: ne aveva una ben precisa, quella di servirsi dello Stato per i suoi interessi e per tutelarsi dai magistrati (tutti rossi). Chi gli ha creduto e continua e credere nell'ispirazione liberista dei suoi proclami, nonostante l'evidenza fallimentare dei suoi governi, o è in malafede o è succube di una idolatria bigotta e stupida. Infatti i migliori cervelli, o quelli più liberi, che stavano con lui all'inizio, lo hanno abbandonato. Vi è stato chi aveva ammonito, inascoltato, circa il fraudolento intento dell'uomo nuovo che si affacciava nel 1994 nella politica nazionale: Indro Montanelli.

 
22/11/2013 - Non diciamo sciocchezze... (Luigi PATRINI)

Berlusconi ha fatto per vent'anni il democristiano? Ma siamo fuori di testa! Magari avesse fatto quello che hanno fatto De Gasperi, Moro, Fanfani, Andreotti, ecc. ecc. ! Quante cose gli sarebbero state ...perdonate dagli Italiani! La natura farà il suo corso... anzi: mi pare che lo abbia già fatto. Tra qualche mese lo si capirà.