BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CAOS FI/ Dai casting al "si salvi chi può", Berlusconi inciampa al primo voto...

Le divisioni interne alla nuova Forza Itala, spiega FABRIZIO RONDOLINO, sono tutto sommato fisiologiche. Ciò che, invece, manca del tutto dall’orizzonte del partito, è la politica

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Le premesse non sono delle più felici. Sembra che la rinascita di Forza Italia sia contaminata da rabbie e malumori, da tante e tali divisioni interne da rendere impossibile accordarsi sulla nomina del nuovo capogruppo al Senato; nonostante il partito, in quanto raccoglitore dei reduci e dei fedelissimi, dovrebbe esser connotato da un certo grado di coesione interna. Circola un video, inoltre, che dà la netta percezione di quanto gli animi siano stanchi e di come la vera cifra della nuova creatura sia la nostalgia di ciò che mai più tornerà. Si vede Berlusconi che, in una riunione privata in cui si dice convinto della necessità di trovare volti nuovi, ammette che, un tempo, con lui c’erano personaggi come Urbani, Baget Bozzo, Colletti, Melograni o Tremonti. Sottintindendo che, ormai, gli sono rimasti i falchi. Abbiamo chiesto a Fabrizio Rondolino, giornalista e scrittore, che piega sta prendendo il partito.

Pare che quel video, tra i fedeli dell’ex premier, abbia destato parecchi malumori.

Può darsi ma, francamente, mi pare una forzatura voler vedere, in quel video, l’intento, da parte di Berlusconi, di rottamare i fedelissimi che lo hanno seguito in quest’ultima avventura. Ci sarà, evidentemente, invece, una riorganizzazione interna. Cosa che, considerando l’età e tutto quello che gli è successo, mi pare apprezzabile. Insomma, ci vuole una buona dose di forza di volontà e tenacia per rimettersi a fare i casting per un nuovo partito. Ovviamente, in una prospettiva elettorale. Non bisogna dimenticare che i partiti di Berlusconi sono degli enormi comitati elettorali.

Resta il fatto che le divisioni ci sono.

Vede, il partito di Renzi può permettersi di assemblare tutto e il contrario di tutto, da Giacchetti a De Luca, perché la sua prospettiva è la vittoria, e siamo in presenza di una leadership nascente. Al contrario, in Forza Italia, assistiamo al sistemico tramonto della leadership. Questo fa sì che gli uomini che si sono costruiti una carriera politica attorno a Berlusconi siano sotto pressione. C’è una corsa al “si salvi chi può”. E, nella prospettiva di perdere, ciascuno cerca di organizzarsi al meglio, presidiando i propri piccoli spazi di potere. Per questo, le divisioni di cui lei parla, ci sono, ma sono del tutto fisiologiche.

Come giudica il fatto che non siano riusciti ancora a nominare il nuovo capogruppo al Senato?


COMMENTI
22/11/2013 - fallimento berlusconiano (umberto persegati)

Il "Ghe pensi mi" non ha mai avuto una idea per migliorare le condizioni degli italiani: ne aveva una ben precisa, quella di servirsi dello Stato per i suoi interessi e per tutelarsi dai magistrati (tutti rossi). Chi gli ha creduto e continua e credere nell'ispirazione liberista dei suoi proclami, nonostante l'evidenza fallimentare dei suoi governi, o è in malafede o è succube di una idolatria bigotta e stupida. Infatti i migliori cervelli, o quelli più liberi, che stavano con lui all'inizio, lo hanno abbandonato. Vi è stato chi aveva ammonito, inascoltato, circa il fraudolento intento dell'uomo nuovo che si affacciava nel 1994 nella politica nazionale: Indro Montanelli.

 
22/11/2013 - Non diciamo sciocchezze... (Luigi PATRINI)

Berlusconi ha fatto per vent'anni il democristiano? Ma siamo fuori di testa! Magari avesse fatto quello che hanno fatto De Gasperi, Moro, Fanfani, Andreotti, ecc. ecc. ! Quante cose gli sarebbero state ...perdonate dagli Italiani! La natura farà il suo corso... anzi: mi pare che lo abbia già fatto. Tra qualche mese lo si capirà.