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CAOS PD/ Latorre (ex dalemiano): così Renzi rottamerà la sinistra dei vecchi Pci

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

L’obiettivo del Pd è di sostenere il governo affinché, assieme alla maggioranza, porti avanti le misure che si è impegnato a realizzare. A partire dalla riforma della legge elettorale, e  di tutti gli interventi finalizzati a rilanciare l’economia, il lavoro e lo sviluppo. In tal senso, non vedo alcuna contraddizione tra il voler svolgere un’iniziativa politica forte su questi temi e, contestualmente, mantenere un atteggiamento responsabile. Irresponsabile, invece, sarebbe continuare a tenere i piedi le larghe intese, a prescindere dalle ragioni per le quali sono state inaugurate. Se così fosse, determineremmo un fossato incolmabile tra le istituzioni e il Paese. Forse, non ci rendiamo conto della minoranza di elettori che è andata a votare in Basilicata. L'autorevolezza non si riacquista con la demagogia di Grillo che, non a caso, alle Regionali ha preso l'ennesima batosta, ma facendo quello che si promette di fare. L’azione del Pd consisterà proprio in questo. Credo che un partito con una leadership forte come quella di Renzi sarà utile alla causa.

 

Come immagina l'evolversi dei rapporti tra Renzi e Letta? Riusciranno a convivere nella stessa formazione?

Un grande Pd sarà in grado non solo di tenere insieme due figure di questo tipo, ma anche tante altre. Non credo che l'approccio diverso su singole questioni possa determinare fratture insanabili. Tanto più che il dibattito tra Letta e Renzi non mette in discussione la provvisorietà dell’attuale passaggio politico e neppure la necessità di offrire al Paese e al Pd un nuovo orizzonte strategico ben diverso da quello attuale; su come si esce dalla crisi e su come si riorganizza il sistema politico italiano, mi pare che le divergenze siano solo tattiche e riguardino la gestione di alcuni passaggi. Come, per l'appunto, la vicenda Cancellieri: si poteva insistere sulle dimissioni senza farne una tragedia o legarne la rimozione alla sopravvivenza del governo. Insomma, tolto un ministro se ne fa un altro. Quando la Idem fu convinta a dimettersi, peraltro per motivi meno gravi di quelli attribuiti al Guardiasigilli, non mi pare che ci furono terremoti.

 

Perché lei non ha scelto Cuperlo?

Anzitutto, quando ho scelto Renzi, l’ho fatto convinto che la sua leadership, in questo momento, è l’unica in grado di offrire una prospettiva al Pd e al Pease. Incarna quel progetto di cambiamento profondo di cui c'è bisogno, a partire dalla classe dirigente; ciò significa mettere in discussione una serie di assetti di potere che vanno ben oltre la politica e che rappresentano uno dei problemi che impediscono all’Italia di essere competitiva.

 

Cuperlo non era in grado di fare questo?



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COMMENTI
22/11/2013 - Solo il tempo dirà se... (Luigi PATRINI)

Chi di rottamazione fiorisce, di rottamazione perirà...