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Politica

CAOS PD/ Latorre (ex dalemiano): così Renzi rottamerà la sinistra dei vecchi Pci

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

La proposta di Cuperlo offre una risposta conservativa volta a rassicurare una comprensibile sinistra smarrita, ma non ha quella capacità espansiva di coniugare la domanda di cambiamento con il consenso sufficiente per realizzarlo. Sento spesso dire che, per molti, l’unica qualità di Renzi è che appare come colui che vincerà le elezioni. A parte il fatto che non mi pare una qualità trascurabile ma, se un leader è dato come vincente, evidentemente la sua proposta politica è più convincente.

 

Applicherebbe lo stesso ragionamento alle vittorie di Berlusconi?

Indubbiamente. Aveva un progetto politico più convincente di quello degli altri. Peccato che, dopo vent’anni, abbiamo verificato che, pur avendo convinto gli italiani, ha distrutto l’Italia.

 

I cuperliani, specialmente se rappresenteranno una corposa minoranza, potrebbero instaurare un conflitto permanente con Renzi o, addirittura, scindersi?

Ma no, abbracceranno l’opzione più normale per un grande partito: chi perde il congresso, prende atto della sua sconfitta, partecipa attivamente alla vita del partito e alla costruzione del suo progetto politico senza, tuttavia, rinunciare alle proprie opinioni. La tesi secondo cui ha diritto di cittadinanza solo chi si omologa al pensiero unico appartiene al passato.

 

Cosa ne pensa di Civati?

E’ un dirigente giovane e brillante, che dà voce ad una certa sensibilità presente nel nostro partito. Tuttavia, è assolutamente inadeguato a guidarlo. Detto questo, è una persona con la quale, francamente, è molto piacevole conversare.

 

Perché, invece, D’Alema va rottamato?

Anzitutto, il termine "rottamazione" per le persone non mi è mai piaciuto. Credo, in ogni caso, che sia stato protagonista indiscusso di una stagione importante della politica italiana ma che, in questo dibattito congressuale, abbia fatto prevalere il bisogno di tenere vita una storia e uno schema rigido e ormai obsoleto, piuttosto che partecipare ad un effettivo rinnovamento culturale. Personalmente, nutro ancora nei suoi confronti un profondo sentimento di affetto e di stima. Tuttavia, le mie opinioni politiche non sono condizionabili dai sentimenti di affetto come, invece, avveniva appunto in un’altra epoca politica.

 

In cosa differiscono le vostre idee?

Io, a differenza di D’Alema, credo che non si possa restare prigionieri di un’idea di sinistra che, benché abbia una storia nobile, è abbandontenemtne alle nostre spalle e che lo stesso rinnovamento nella continuità sia un concetto ormai privo di senso. Il rinnovamento implica, invece, una coraggiosa rottura con certi tratti della nostra storia.

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
22/11/2013 - Solo il tempo dirà se... (Luigi PATRINI)

Chi di rottamazione fiorisce, di rottamazione perirà...