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CAOS PD/ Latorre (ex dalemiano): così Renzi rottamerà la sinistra dei vecchi Pci

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Se c’erano ancora dei dubbi sul fatto che Renzi abbia intenzione di rompere le uova nel paniere al governo Letta, non appena eletto segretario, le sue dichiarazioni a La Gabbia li avranno rimossi del tutto. «Dal 9 dicembre, l’agenda del governo cambia». Bene. E se non cambia? Renzi mica potrà continuare a sostenere un esecutivo che non modifica il programma secondo le sue indicazioni. Oppure sì? Nicola Latorre, considerato ai tempi un dalemiano di ferro, e attualmente sostenitore del sindaco di Firenze, ci spiega come andranno le cose.


Che significa che, all’indomani del congresso, il governo avrà una nuova agenda?

Anzitutto, se Renzi vince, cambia l’agenda  politica del Pd che, a quel punto, sarà finalmente nelle condizioni (avendo un gruppo dirigente definito e un segretario investito del consenso polare, nonché da un passaggio congressuale) per indicare una via d’uscita dalla crisi. Potremo, cioè, sviluppare un’iniziativa autonoma che non ha affatto, come Renzi ha detto esplicitamente, il fine di far cadere il governo, ma, casomai, di far pesare ancora più determinante di adesso (specie dopo la crisi del Pdl), la nostra visione. Non dimentichiamo che Renzi, coerentemente con questo ragionamento, ha fatto presente che tutto ciò vale con chiunque vincerà il congresso.


Se il partito di maggioranza avrà un’agenda diversa o in conflitto con il governo, come potrebbe continuare a sostenerlo?

In queste settimane si è fatto un gran trambusto nell’affermare che il problema del governo sarebbe stato rappresentato dal nostro congresso e dall’eventuale vittoria di Renzi; si è scoperto che, invece, che le sue difficoltà dipendevano dalla crisi del Pdl, dagli aut aut di Berlusconi, di Brunetta e del resto della comitiva, o dai episodi quali la vicenda Cancellieri.

 

Rispetto al caso Cancellieri, è stato proprio Renzi a insistere nel chiederne le dimissioni; Letta gli ha replicato che colpire il ministro avrebbe significato colpire l’intero governo.

E infatti Renzi, per dimostrare che la sua iniziativa non era tesa a far cadere il governo, pur mantenendo le sue perplessità, si è adeguato, facendo presente che se Letta la metteva in quei termini, allora non poteva fare altro che alzare bandiera bianca.

 

Il futuro Pd, quindi, continuerà a sostenere il governo?


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COMMENTI
22/11/2013 - Solo il tempo dirà se... (Luigi PATRINI)

Chi di rottamazione fiorisce, di rottamazione perirà...