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LETTA CONTRO L'EUROPA/ Polito: gioca d'anticipo per "combattere" Renzi

Enrico Letta (Infophoto) Enrico Letta (Infophoto)

Non dimentichiamo che ciò che poteva fare già l’ha fatto; ovvero, ha risolto la crisi dei debiti sovrani affermando che la Bce, in caso di necessità, avrebbe acquistato illimitatamente titoli di Stato. Quella fu un’azione effettuata contro la Bundesbank e il membro tedesco del board della Bce con il silenzio-assenso della Merkel. Per il resto, Draghi non ha di certo poteri né competenza istituzionale in materia di investimenti.

 

La vittoria di Renzi alle primarie come condizionerà la strategia di Letta in ambito europeo?

E’ probabile che Renzi, divenuto segretario, accelererà l’azione di indebolimento del governo chiedendo, in particolare, di dimostrarsi più convinti in Europa. E’ proprio perché Letta sa bene che si dovrà attendere un’offensiva che sta prendendo già adesso le opportune contromosse.

 

La scissione del Pdl come cambia lo scenario?

Il governo, sul fronte destro, è evidentemente rafforzato. Ripeto, i problemi maggiori proveranno da Renzi.

 

Crede che il premier si stia muovendo anche nell’ottica di sedere, in futuro, su una poltrona europea di prestigio?

Letta, indubbiamente, nutre anche questa ambizione. Si tratterebbe di una collocazione adatta alla sua figura. Caratterialmente e culturalmente, è un figlio perfetto di Bruxelles. Non credo, tuttavia, che attualmente stia facendo il premier con lo scopo di ottenere, in futuro, una carica europea. Sarebbe riduttivo.

 

Rispetto a Monti, l’atteggiamento di Letta è meno subalterno alla Germania?

Francamente, non credo che l’atteggiamento di Monti sia stato subalterno. In diversi vertici europei, per esempio, ha fortemente criticato la Merkel; rispetto all’Unione bancaria e al Fondo salva stati, inoltre, si impuntò, obbligando i presenti a proseguire i lavori finché non si fosse trovata una soluzione, per poi rivendicare in conferenza stampa il fatto che, se non fosse stato per lui, non si sarebbe venuti a capo di nulla.

 

(Paolo Nessi

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