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MAGISTRATI/ Zanon (Csm): la riforma frena il potere delle correnti

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Stabilendo che per ogni concorso fosse prevista una fascia di anzianità nel ruolo dentro la quale collocare i candidati. Peccato che, contestualmente, si sia introdotto un criterio per “sfondare” la fascia, prevedendo la possibilità, in casi particolari, di ricomprendere tra i legittimati a concorrere quelli che sono dotati di “spiccato rilievo”. Come facilmente si può immaginare, tale nuovo criterio ha spesso premiato candidati, inizialmente non legittimati a concorrere, per il loro mero rilievo mediatico (o perchè comunque spinti dalle correnti). Inoltre, si è introdotta nuovamente un’ampia discrezionalità, questa volta assoluta.

 

Come l’avete risolta?

Con la recente riforma, modificando la disciplina di circolare: abbiamo abolito, cioè, sia la fascia di anzianità che lo spiccato rilievo. A questo punto, la rosa non è più delimitata a priori, e tutti i candidati devono essere valutati comparativamente a priori. Si obietterà che, apparentemente, aumenta la discrezionalità, dal momento che si amplia la platea dei legittimati  a concorrere.

 

Effettivamente…

In realtà, il meccanismo della fascia era variabile. Il limite inferiore di anzianità veniva fissato in base al candidato più giovane. Spesso, accadeva che – artatamente – si facesse fare domanda ad un magistrato giovanissimo, in modo da abbassare notevolmente il limite inferiore, per includere nel novero dei valutandi il maggiore numero di persone e, in particolare, alcuni candidati che si volevano favorire. Il candidato giovanissimo, in seguito, non avendo chance ritirava la domanda. Ma la fascia, a quel punto, era stata definita. Qra, quindi, siamo obbligati a valutare tutti alla stessa maniera, rimediando così alle possibile valutazioni discrezionali. Va anche detto, infine, che, in precedenza, abbiamo limitato la platea, impedendo a ciascun candidato di fare più di tre domande per tornata concorsuale.  

 

(Paolo Nessi)



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