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IL CASO/ Becchi (ideologo M5S): quell'utopia concreta che accomuna Grillo e Olivetti

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Beppe Grillo (Infophoto)  Beppe Grillo (Infophoto)

Semplice, come ha fatto il M5S con le sue “parlamentarie” e poi restituendo ai cittadini la possibilità di votare e di farsi votare. Ma v’è di più. Le leggi, attraverso il nuovo sistema operativo già in funzione, saranno sottoposte al vaglio dei cittadini e approderanno in Parlamento dopo essere state discusse in Rete. Per la prima volta nella storia saranno i cittadini a “scrivere” le leggi a cui sottoporsi. Grazie alla Rete questo oggi è possibile e il M5S sta realizzando questa possibilità. Attraverso l’applicazione del Sistema operativo del M5S, attiva da alcune settimane, gli iscritti certificati al Movimento possono già discutere online le proposte di legge parlamentari. Su quella per il reddito di cittadinanza sono arrivati già oltre 6000 commenti da poter valutare prima che venga depositata in Parlamento. Di queste rivoluzioni ahimè non si trova quasi traccia nei media tradizionali.

 

Se i sindacati smettessero di esistere, in che modo i lavoratori potrebbero interloquire con le aziende?

I sindacati ormai hanno già cessato di esistere. La loro funzione era quella di fare gli interessi dei lavoratori, ora fanno gli interessi dei partiti. Come i partiti hanno tradito i cittadini, così i sindacati hanno tradito i lavoratori. Per questo abbiamo bisogno di altre forme di organizzazione che facciano gli interessi tanto dei cittadini quanto dei lavoratori. Del resto come in politica stanno nascendo movimenti alternativi ai partiti, nel mondo sindacale si stanno diffondendo comitati di base alternativi ai sindacati.

 

Ritiene che da quando il M5S è entrato in Parlamento, abbia avviato una fase di trasformazione da movimento a partito?

Non mi pare proprio che il M5S abbia perso il suo carattere “movimentista”. Lo perderà nel momento in cui farà accordi politici di governo con il centro-destra o il centro-sinistra; in quel momento cesserà di essere movimento “contro la casta” e diventerà un partito come gli altri. Questo però sancirebbe la sua fine.

 

Olivetti cercava la crescita e lo sviluppo, mentre Grillo è per la decrescita felice. Come si conciliano le due cose?

Olivetti esprima la realtà del suo tempo. Crescita e sviluppo nell’immediato secondo dopoguerra erano nella “natura della cosa”. Centrale era la fabbrica e Olivetti voleva dimostrare che la fabbrica era un “bene comune” e non un interesse privato e per farlo non c’era che un modo: “rendere la fabbrica e l’ambiente circostante economicamente solidale”. Oggi al posto della fabbrica c’è la Rete. Al posto di Olivetti, Casaleggio.

 

La vita di Olivetti è stata tesa a superare le contrapposizioni di allora tra imprenditori e mondo dei lavoratori. Il M5S non trae invece la sua linfa vitale proprio nel gusto dialettico per la contrapposizione?


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