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IL CASO/ Becchi (ideologo M5S): quell'utopia concreta che accomuna Grillo e Olivetti

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Beppe Grillo (Infophoto)  Beppe Grillo (Infophoto)

Nella visione di Olivetti il tentativo era di superare la lotta di classe socializzando i mezzi di produzione. Non dimentichiamo che il sottotitolo alla prima edizione della sua opera fondamentale - L’ordine politico delle Comunità - era “Le garanzie di libertà in uno stato socialista” (nella terza edizione avrebbe voluto sostituire “stato socialista” con “stato comunitario”). Quando parlando del M5S si insiste sul suo carattere di opposizione, l’accento è posto invece sulla dimensione politica. Il M5S aspira al governo politico del Paese e io credo che al momento sia questa la nostra unica speranza. La contrapposizione del Movimento 5 Stelle è nei confronti di PDL e PD-L: per costruire qualcosa di nuovo bisogna “mandare a casa” entrambi. Del resto ormai è evidente che tra PDL e PD-L non c’è più alcuna differenza. Si stanno “ristrutturando” per continuare sotto l’egida di Re Giorgio il governo delle “larghe intese”.

 

Ci riusciranno?

Chissà, quello che è certo è che non riusciranno ad impedire il successo del M5S alle prossime elezioni europee e questo non potrà non avere anche ripercussioni interne.

 

In che modo è possibile costruire un capitalismo dal volto umano, come lo voleva Olivetti, ora che la crisi economica rischia di distruggere questa possibilità completamente?

Oggi più che di un capitalismo migliore avremmo bisogno di qualcosa di meglio del capitalismo. La centralità del lavoro di fabbrica è finita, in futuro il lavoro umano sarà ridotto principalmente ai servizi verso altri uomini e il principio dovrà essere: “lavorare per vivere e non vivere per lavorare”, insomma recuperare il significato del lavoro oltre quello che ha avuto per lo sfruttamento capitalistico. La questione umana e la sopravvivenza dell’uomo sul pianeta dovranno essere poste al centro di un’economica postindustriale, postcapitalistica, un’economia subordinata ai bisogni dei cittadini e non viceversa.

 

(Pietro Vernizzi)



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