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NAPOLITANO/ Il liberale (di sinistra) Giorgio potrebbe far saltare lo "schema Renzi"

Pubblicazione:domenica 24 novembre 2013

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

Bersani, al quale è stato impedito di andare di fronte alle Camere a chiedere la fiducia, ha dato l’evidente impressione di essere sopraffatto dal forte intervento di Napolitano, sia sul terreno istituzionale che politico. In quell’occasione, si è percepita l’autorevolezza di un capo dello Stato che, essendo stato leader storico del Pci, si è sentito come investito da una sorta di diritto informale ad orientare la politica del suo vecchio partito.

 

Con Renzi, la situazione potrebbe cambiare?

Credo che la sua vittoria potrebbe segnare una fase drammatica per il Pd il quale, ormai da anni, si appoggia su equilibri precari, ha perso la consistenza storica dei partiti della prima Repubblica e pure la connessione con la base. E’ venuta meno, cioè, quella che Gramsci chiamava “connessione sentimentale”, tra i partiti, i dirigenti, e i ceti popolari. Insomma, l’arrivo del sindaco di Firenze potrebbe determinare, in un edificio così fragile, una scossa tellurica.

 

Ci sarà una scissione?

Credo che sia ragionevole aspettarsela.

 

Renzi cercherà di far cadere il governo?

I fenomeni mediatici come Renzi hanno vita breve, quindi cercherà di mettere a frutto al più presto il risultato dell’8 dicembre.

 

E Napolitano come replicherà?

Finché gli sarà consentito, cercherà di preservare lo schema attuale. Renzi, dal canto suo, farà di tutto per non farsi ingabbiare in anni di segreteria.

 

Secondo lei, che quadro si attende Napolitano per il dopo elezioni?

Non saprei dire, con esattezza, che quadro ha in mente. E’ verosimile, però, che si attenda che, a fronte di un Pd che resta unito e che risulta il partito più forte, si costituisca - attorno ad una pluralità di soggetti - un centrodestra dai connotati europei. 

 

(Paolo Nessi)



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