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DECADENZA/ Il giurista: la nuova mossa di Berlusconi non lo salva

Pubblicazione:martedì 26 novembre 2013

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

“Qualora i nuovi testimoni presentati da Berlusconi dovessero fare emergere degli elementi realmente nuovi rispetto al processo Mediaset, la Corte d’appello potrebbe riaprire un processo di revisione. Nel frattempo però la sentenza della Cassazione continuerà a sortire tutti i suoi effetti, inclusa la decadenza del Cavaliere dal Senato”. Ad affermarlo è Carlo Federico Grosso, professore di Diritto penale all’Università di Torino. Silvio Berlusconi ha annunciato: “Contiamo di avere 12 testimonianze di cui più della metà, credo sette, completamente nuove”. Il Cavaliere si è inoltre lamentato in quanto il fatto di fissare a mercoledì il voto sulla sua decadenza rappresenterebbe la violazione di un principio legale.

 

Professor Grosso, come valuta la mossa di Berlusconi dal punto di vista giuridico?

Dal punto di vista strettamente giuridico la legge prevede che se emergono dei fatti nuovi non considerati nel corso del processo, ciò possa giustificare una richiesta di revisione nonostante la sentenza passata in giudicato. Il punto è se si tratti realmente di fatti nuovi, reali e credibili, oppure no. Se dovessero emergere dei fatti effettivamente nuovi, il processo potrebbe essere sottoposto a una valutazione migliore.

 

Perché Berlusconi presenta i nuovi testi solo ora dopo anni di processi?

Soltanto ora chi conosceva o disponeva di questi elementi si è fatto vivo e li ha rivelati. Dal processo Agrama negli Stati Uniti sarebbero emersi alcuni dati sulla base dei quali il senatore Berlusconi intenderebbe fare appello per mostrare che la situazione era diversa rispetto a come era emerso nel processo.

 

Per il processo Mediaset si prospetta una revisione infinita?

Questo è presto per dirlo. Bisognerà vedere se ci sono effettivamente degli elementi nuovi, in quanto la richiesta di Berlusconi non vuol dire che si apra automaticamente un processo per revisione. Quando ciò avviene, la prima valutazione che la Corte d’appello è chiamata a svolgere riguarda l’ammissibilità della richiesta. Quest’ultima è dichiarata ammissibile se appaiono effettivamente degli elementi nuovi, sulla base dei quali si può fondare una valutazione.

 

Quali sono i requisiti perché ciò avvenga?


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