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CAOS PD/ Caldarola: l'assalto di Renzi può far saltare il patto Letta-Alfano

Renzi e Letta, spiega PEPPINO CALDAROLA, dovranno necessariamente trovare un accordo se non vorranno entrambi risultare danneggiati dall’aver spostato l’attenzione sulla loro competizione

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Tutti sanno che Renzi non vede l’ora di sedere a Palazzo Chigi ma, così esplicito, non è mai stato: «se vinco le primarie e il governo non fa quel che diciamo, finish» ha dichiarato accusando, altrettanto esplicitamente, Letta di fare il gioco sporco: «mentre io parlavo di contenuti, di legge elettorale da cambiare, lui mandava in giro i suoi ad attaccarmi, a dire che non avevo i numeri nei gruppi parlamentari». C’è da temere che, non appena diventerà segretario del Pd l’8 dicembre, per l’esecutivo le cose si metteranno male. A meno che non stia bluffando. Abbiamo chiesto a Peppino Caldarola, giornalista, scrittore ed esperto di sinistra italiana, cosa passa realmente per la testa del sindaco di Firenze.


Come interpreta l’ultimatum di Renzi? 

Semplicemente, è in campagna elettorale per le primarie, tutto qua. Ha colto il profondo malessere degli elettori di centrosinistra verso il governo e cerca di intercettarlo.


Una volta eletto segretario, non crede che, come ha fatto Berlusconi finché faceva parte della maggioranza, tenterà di creare le condizioni affinché ogni incidente possa rappresentare uncasus belliper aprire la crisi?

Non credo cercherà una scusa per rompere. Farà quello che ha detto, ovvero porrà delle questioni e si aspetterà che Letta gli dia delle risposte. Letta, dal canto suo, essendo dotato di un sano pragmatismo, di fronte alle richieste di Renzi cercherà in parte di soddisfarle e, in parte, di tenere a bada il nuovo segretario.


Eppure, Renzi ha la necessità di andare a elezioni il prima possibile, per non restare logorato dalla segreteria del partito.

Certo, ma di sicuro non si potrà andare a votare a primavera. Le Camere dovrebbero essere sciolte, infatti, entro fine dicembre. Il che non è realistico. Renzi, quindi, prima delle Politiche ha il problema delle Europee. L’astensionismo potrebbe rivelarsi nuovamente molto alto, mentre il Pd potrebbe subire un insuccesso che gli sarebbe immediatamente addebitato. Per scongiurare questo rischio, il sindaco di Firenze dovrà, in particolare, evitare di giungere alla consultazioni nelle stesse condizioni in cui apparve Bersani nel febbraio scorso, dopo che per mesi aveva sostenuto un governo del tutto inviso al proprio mondo.


Cosa dovrà fare?

Dovrà strappare al governo alcuni risultati. D’altra parte, da quando Forza Italia è passata all’opposizione, l’esecutivo ha cambiato natura. Ci si attende un cambio di marcia sul quale Renzi (come del resto Alfano) tenterà di piantare la propria bandiera.


Concretamente, quindi, Renzi cosa vuole?