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DIETRO LE QUINTE/ Il "fantasma" della Dc manda in crisi Alfano e Mauro

Angelino Alfano (Infophoto) Angelino Alfano (Infophoto)

Quel che accade però è esattamente il contrario di quello che vorrebbero intendere con questa insistente affermazione. Non fanno la Dc semplicemente perché non sono in grado di farla, non ci riescono. Non è che non la fanno perché hanno una prospettiva più ampia e più moderna da far valere. Non la fanno solo perché il vecchio, vecchissimo vizio dei personalismo prende il sopravvento su un'iniziativa possibile di ampio respiro che ricordi in un colpo solo il partito scomparso 20 anni fa e le formazioni popolari che sono in vita nei grandi Paesi europei. 

Alfano e Lupi non vogliono sentir parlare dei Popolari ex Scelta civica perché con loro c'è Casini che non sarebbe "potabile" per i tanti indecisi che sono alla finestra nell'ex Pdl. Poi però, dopo aver rotto con Berlusconi, già studiano il modo per allearvisi di nuovo. Cosicché per gli altri, i popolari ex montiani, che si guardano bene dall'aprire un processo che possa portarli nelle braccia di Berlusconi, scatta il veto di segno contrario: si fanno la loro convention, non fanno parlare i politici per evitare, con Casini, di offrire il destro ai detrattori.

In questo quadro la gran mole di elettori smarriti, che non vogliono andare a sinistra, ma neanche accettano che l'idea popolare sia impersonata dal populismo fanno fatica a ritrovare la strada maestra. Sentono che nessuno vuol rifare la Dc e gli scapperebbe detto un "Magari!": magari fosse che spuntasse un contenitore laico compatibile con la storia dei cattolici in politica, cui poter guardare insieme, cattolici e laici di buona volontà.

E l'escalation giudiziaria di cui è vittima Berlusconi, e la parallela escalation delle sue invettive contro le alte istituzioni ree di non averlo difeso, non fa che rendere più difficili le vie d'uscita da individuare.

Ma il vero virus che ha ucciso tanto il Pdl quanto l'Udc, lasciando poco da salvare dopo 20 anni, è il modello del partito persona, della serie: il pallone lo porto io e debbo giocare. E non deve meravigliare che un leader si faccia scudo della sua insostituibilità alla guida di un partito per resistere alle decisioni della magistratura. E non deve allora meravigliare nemmeno che − viceversa − un leader della Dc, che fu alla guida "pro tempore" del partito come anche del governo, come Arnaldo Forlani, che certo non era un criminale, il suo giro ai servizi sociali lo fece. Senza troppo clamore, pur con la stessa convinzione, intima e non sbandierata, di esser vittima di una condanna ingiusta.


COMMENTI
28/11/2013 - Eppure se qualcosa è alla viste è proprio la DC (Ivio Nicola Marongiu)

Oppure, se volete un nome appena più laico, il Partito popolare (con una salda vena cattolica). Quale altra cultura politica potrebbe oggi riempire il vuoto ideale lasciato dalla fine ineludibile di Berlusconi e del Berlusconismo? Ed è una cultura che, grazie a Papa Francesco, sta montando e rimontando dimostrando l'inconsistenza della cultura, ormai senza padri e storia, di una sinistra che spera nell'avvenenza destrorsa di un giovanotto telegenico qual è Renzi. Il problema ora è soltanto che si faccia avanti l'uomo che incarnerà la prospettiva di ricostruzione umana e materiale di questa povera Italia. Chi sarà il nuovo De Gasperi? Mi sembra che Letta gli assomigli fisicamente, caratterialmente e culturalmente. Bisogna attendere che il PD eleggendo Renzi quale suo segretario tocchi il fondo,in modo da permettere a Cuperlo di ricostruire un Partito alla tedesca Socialdemocratico e a Lettta un PP, alla tedesca democratico (cristiano)-sociale. Sbaglierò?

 
27/11/2013 - La DC come la giovinezza: non torna!!! (Luigi PATRINI)

Sì, è triste vedere che dietro tante (troppe!) difficoltà, in politica ci siano tanti personalismi. Ma è anche questo la politica: vedi l'uomo "nudo", con i suoi slanci di generosità, ma anche con le sue miserie, che sono altrettanto grandi e vistose anche in chi sa parlare bene di Ideali alti! Figuriamo nei Fiorito, nei Lusi, nelle Minetti: tutta gente che, certamente ...ci precederà nel Regno dei Cieli. E' la politica, bellezza! Certo da cattolici, che sanno che siamo in viaggio verso un Altro Mondo (perchè non apparteniamo a questo!), sarebbe lecito aspettarsi più generosità: invece, ognuno vorrebbe "vincere", dimenticando che Uno ha già vinto per tutti, anche per loro, e che dovrebbero solo seguirlo: forse la porta è davvero troppo ...stretta! La DC non tornerà, la storia non si ripete mai, per questo gli uomini difficilmente imparano qualcosa: la vita è troppo breve per imparare, ma questo, disse una volta don Giussani, è per la nostra libertà. Già! Come diceva Agostino: la libertà è il "rischio" di Dio! Dovremmo pregare, pregare, pregare! Per la libertà di ciascuno di noi e perchè Dio ci doni ancora Politici che siano "liberi e forti"! In vero non ne mancano: cerchiamoli e seguiamoli! Mettendo in gioco, però, la nostra libertà personale, che è il Dono più grande che Dio ha fatto a noi uomini! Nessuno può giocare al nostro posto le partite che toccano a me, solo a me o a te!