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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Il "fantasma" della Dc manda in crisi Alfano e Mauro

Secondo ANGELO PICARIELLO, le scissioni del Pdl e di Scelta civica dovrebbero condurre ad una naturale convergenza. Tuttavia, l’antico vizio dei personalismi sta impedendo l’operazione

Angelino Alfano (Infophoto)Angelino Alfano (Infophoto)

L'eterna transizione cui da venti e passa anni è sottoposta la politica italiana, tralasciando per una volta le convulsioni in atto nel centrosinistra e nel Pd con un cervellotico andamento delle primarie, fa registrare nel centrodestra un'incongruenza che l'osservatore disinteressato dei fatti proprio non è in grado di decifrare.

Mentre il Senato è chiamato a decretare l'uscita di scena del ventennale leader (ma sarà poi così? Pochi ci credono...) due partiti sono alle prese con una fase di profonda mutazione interna e con due scissioni il cui andamento parallelo sembrava destinato a sfociare in una convergenza. Ma si sa che in Italia non c'è niente di più complicato delle cose apparentemente semplici. Di fronte alla virata anti europea e anti-governo della rinascente Forza Italia un cospicuo numero di parlamentari e dirigenti ha scelto la strada della continuità, ossia la fedeltà al governo di solidarietà nazionale e, sul versante europeo, al Ppe. Parallelamente il travaglio in atto dentro Scelta Civica, ha portato la componente cattolico-popolare a mettersi in proprio di fronte al rischio di indistinto politico e valoriale cui sembrava condannata la formazione fondata da Mario Monti, che fra l'altro ha anche abbandonato la leadership del movimento. Il risultato è stato la nascita di due formazioni ancora in cerca di stabilizzazione (nome, sede, dirigenza) ma di fatto entrambe orientate (quella guidata da Alfano, come quella guidata da Mauro e Olivero, con l'apporto di Casini) verso il netto ancoraggio nel Ppe e il pieno sostegno al governo Letta.

Quando, venerdì 15, nel salone delle Carte geografiche (i nomi a volte hanno un significato) i popolari hanno preso la loro rotta separandola da quella montiana e contemporaneamente gli alfaniani con Lupi, Quagliariello, Lorenzin e Schifani hanno annunciato che non avrebbero aderito, all'indomani, a Forza Italia, tutti hanno pensato a una regia unica, a uno sbocco comune delle due operazioni. Ma le cose sono andate diversamente. È bastato attendere una sola settimana per vedere di sabato gli alfaniani impegnati nella loro convention a Piazza di Pietra e gli uomini di Mauro, Olivero, Dellai e Lucio Romano (con Casini Cesa e D'Alia dell'Udc) impegnati contemporaneamente al teatro Quirino, a poche centinaia di metri, a far salpare la loro Nave Popolare ancora alla ricerca di un nome.

Ora, la cosa davvero grottesca -  se non fosse anche un pelino drammatica - è che entrambi, su un versante e sull'altro, fanno a gara a dire che non c'è un movente nostalgico nelle loro iniziativa e rassicurano quindi che non vogliono rifare la Dc. 


COMMENTI
28/11/2013 - Eppure se qualcosa è alla viste è proprio la DC (Ivio Nicola Marongiu)

Oppure, se volete un nome appena più laico, il Partito popolare (con una salda vena cattolica). Quale altra cultura politica potrebbe oggi riempire il vuoto ideale lasciato dalla fine ineludibile di Berlusconi e del Berlusconismo? Ed è una cultura che, grazie a Papa Francesco, sta montando e rimontando dimostrando l'inconsistenza della cultura, ormai senza padri e storia, di una sinistra che spera nell'avvenenza destrorsa di un giovanotto telegenico qual è Renzi. Il problema ora è soltanto che si faccia avanti l'uomo che incarnerà la prospettiva di ricostruzione umana e materiale di questa povera Italia. Chi sarà il nuovo De Gasperi? Mi sembra che Letta gli assomigli fisicamente, caratterialmente e culturalmente. Bisogna attendere che il PD eleggendo Renzi quale suo segretario tocchi il fondo,in modo da permettere a Cuperlo di ricostruire un Partito alla tedesca Socialdemocratico e a Lettta un PP, alla tedesca democratico (cristiano)-sociale. Sbaglierò?

 
27/11/2013 - La DC come la giovinezza: non torna!!! (Luigi PATRINI)

Sì, è triste vedere che dietro tante (troppe!) difficoltà, in politica ci siano tanti personalismi. Ma è anche questo la politica: vedi l'uomo "nudo", con i suoi slanci di generosità, ma anche con le sue miserie, che sono altrettanto grandi e vistose anche in chi sa parlare bene di Ideali alti! Figuriamo nei Fiorito, nei Lusi, nelle Minetti: tutta gente che, certamente ...ci precederà nel Regno dei Cieli. E' la politica, bellezza! Certo da cattolici, che sanno che siamo in viaggio verso un Altro Mondo (perchè non apparteniamo a questo!), sarebbe lecito aspettarsi più generosità: invece, ognuno vorrebbe "vincere", dimenticando che Uno ha già vinto per tutti, anche per loro, e che dovrebbero solo seguirlo: forse la porta è davvero troppo ...stretta! La DC non tornerà, la storia non si ripete mai, per questo gli uomini difficilmente imparano qualcosa: la vita è troppo breve per imparare, ma questo, disse una volta don Giussani, è per la nostra libertà. Già! Come diceva Agostino: la libertà è il "rischio" di Dio! Dovremmo pregare, pregare, pregare! Per la libertà di ciascuno di noi e perchè Dio ci doni ancora Politici che siano "liberi e forti"! In vero non ne mancano: cerchiamoli e seguiamoli! Mettendo in gioco, però, la nostra libertà personale, che è il Dono più grande che Dio ha fatto a noi uomini! Nessuno può giocare al nostro posto le partite che toccano a me, solo a me o a te!