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Politica

BERLUSCONI DECADUTO/ Finita la guerra, il nulla?

Silvio Berlusconi ieri in Piazza Plebiscito (Infophoto)Silvio Berlusconi ieri in Piazza Plebiscito (Infophoto)

Che solo ieri ha ricevuto il primo vero colpo, e purtroppo non dalla politica, ma da una sentenza della magistratura che la politica non poteva ovviamente non registrare, per problemi di decoro istituzionale, oltre che di sostanza ovviamente. 

Ma è proprio questo elemento – dal governo e dal Senato, Berlusconi non esce per una definitiva sconfitta politica nelle urne – a essere la spia del fatto che la parabola del berlusconismo, ancorché declinante, non è chiusa. E vedremo aggiungersi – ad assediare la politica italiana – alle truppe di Grillo quelle del berlusconismo sociale; di cui una buona sintesi fece anni fa Giuseppe De Rita, parlando dell'elogio della libertà di essere sé stessi, anche in spregio alla legalità. 

Questa variazione postmoderna di un malinteso "particulare" guicciardiniano – una costante storica della società italiana, con Berlusconi immiserita in una cronaca spesso spicciola di malaffare e scandali, con plotoni di azzeccagarbugli ad unico argomento a difesa – è ciò di cui Berlusconi è stato per vent'anni insieme interprete e coautore, e non sarà la sua decadenza dal Senato a farla decantare dalla società italiana. Rischia di riempire le urne se non sue, di qualcun altro che sappia toccare le stesse corde. E da questa situazione non si risale solo con una politica migliore, ma con una società che sia capace di leggersi dentro e di uno scatto d'orgoglio nell'immaginare quel che può e che vuole essere.

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COMMENTI
29/11/2013 - Finalmente (Luigi PATRINI)

Le cose scritte nell'articolo sono tutte condivisibili. Forse bisognava essere fin da prima più critici e spiace davvero per tanti amici, che si sono lasciati illudere prima e che, ora, faticano a riconoscere di essersi sbagliati, non abbiano il coraggio di "voltare definitivamente pagina". La guerra è finita. Ora occorre ricostruire: ripartiamo insieme, laici e cattolici, lasciamo perdere il bipolarismo muscolare, tutti diano il meglio di sé e chi ha sbagliato in passato abbia la serietà di fare un passo indietro, di saltare un giro: non si vantino meriti che proprio non ci sono nell'essere saltati giù dalla carrozza prima che si sfasciasse! Chi può imparare dagli errori fatti, dia una mano a far crescere una generazione nuova, dando fiducia a persone nuove. Non scompaia, per carità, ma chi ha imparato qualcosa, si limiti a dare ...consigli e ...suggerimenti: aiuti qualcuno a fare l'apprendista, senza dimenticare che "si impara facendo", non mettendolo a "vedere come si fa"!

 
28/11/2013 - Un po' di chiarezza... (Franco Labella)

Proprio in virtù del fatto che ilSussidiario ospita, apprezzabilmente, contributi e posizioni diverse posso provare a chiedere al signor Facchin di chiarire , se lo ritiene utile per un confronto, quali concetti o espressioni dell'articolo di Mazzarella giudica "velenosi"?

 
28/11/2013 - Punto e basta, ricominciamo... (claudia mazzola)

Lasciatelo in pace sto povero uomo di Berlusconi, anche i giornalisti dovrebbero aiutare i politici a fare politica con buoni propositi.

 
28/11/2013 - Articolo di Eugenio Mazzarella (eligio facchin)

Scusate ma da "il Sussidiario" che leggo sempre e che ritenevo, proprio perché ospitante varie espressioni di opinioni differenti, un giornale obiettivo, con l'articolo velenoso di Eugenio Mazzarella mi devo proprio ricredere. Vi prego di aiutarmi a continuare a leggervi.