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Politica

SCENARIO/ Sansonetti: senza B. che fa la sinistra forcaiola di Renzi e Travaglio?

Marco Travaglio (Infophoto)Marco Travaglio (Infophoto)

Non essendo lui più candidabile, a questo punto potrebbe candidare la figlia. E sarebbe come se ad essere candidato fosse lui. Certo, ufficialmente l’ipotesi è esclusa. Ma non dobbiamo dimenticare che una carta del genere si rivela esclusivamente nel momento in cui le elezioni ci sono effettivamente, non prima.

 

I centristi dell’Udc e di Scelta civica continuano a sostenere che devono essere i moderati del centrodestra a convergere al centro. In realtà, finché c’era Berlusconi, non potevano tornare a destra. Ora?

Ora sì. Mi pare che una ricomposizione del centrodestra che includa il centro sia l’opzione più naturale. 

 

Anche se Berlusconi resisterà, un ciclo pare essersi compiuto. A differenza della prima Repubblica, tuttavia, non si vede all’orizzonte un nuovo Berlusconi.

Beh, ma neanche all’epoca si capiva cosa ci sarebbe stato dopo. Insomma, a Berlusconi non ci credeva nessuno. Resta il fatto che, per i magistrati e per il forcaiolismo italiano, le cose si complicano.

 

Perché?

Finora, ha funzionato il "tiro al piccione". Ora che il piccione è stato centrato, il gioco non può più reggere. Decaduto e condannato Berlusconi, è stato quindi centrato il bersaglio. Ora che fanno? E, soprattutto, che fa chi, per anni, ha fatto della lotta al conflitto d’interesse (ora che non ha più nessuna importanza) la propria bandiera? Insomma, quelle forze che hanno puntato tutto sul forcaiolismo, avranno qualche problema.

 

Lei dice, quindi, la sinistra?

Buona parte della sinistra. Ora che non ha più senso essere giustizialisti, quelli del Pd dovranno inventarsi qualcosa di nuovo che superi le due anime in cui attualmente il partito è diviso: Renzi, e Travaglio. Ovvero, l’antiberlusconismo e l’imitazione del berlusconismo.

 

Perlomeno, Renzi non è un forcaiolo.

Vedremo. Finora, ha dimostrato il contrario. La cartina di tornasole è stata la vicenda Cancellieri.

 

A questo punto, le contraddizioni del Pd rischiano di esplodere?

Ma no, le contraddizioni ci sono quando c’è della sostanza, delle linee politiche contrapposte. Insomma, che differenza c’è tra la linea politica di Renzi e quella di Citati? Per me, è un mistero. 

 

(Paolo Nessi)

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