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SCENARIO/ Sansonetti: senza B. che fa la sinistra forcaiola di Renzi e Travaglio?

Chi ha fondato sul giustizialismo, sulla lotta al conflitto d’interessi e sull’antiberlusconismo le ragioni della propria esistenza politica, dice PIERO SANSONETTI, avrà qualche problema

Marco Travaglio (Infophoto) Marco Travaglio (Infophoto)

Mercoledì, abbiamo assistito al consumarsi cupo e grigio delle circostanze per vederne, infine, lo spegnersi in tutta mestizia. No, non ci riferiamo al voto sulla decadenza, quello era scontato, ma al discorso di Berlusconi davanti a Palazzo Grazioli. Ci si aspettava fuoco e fiamme, ma ha dominato la noia. L’unico guizzo, il Cavaliere decaduto lo ha avuto quando ha azzardato un paragone tra la magistratura e le Brigate rosse. Per il resto, la stessa litania ripetuta centinaia di volte, compresi gli interminabili minuti dedicati ormai in ogni occasione pubblica a spiegare quanto sia lungo e complicato l’iter di approvazione di una legge. C’è, in ogni caso, un dato politico non sottovalutabile: Berlusconi, a dispetto di quanto accaduto e delle eventuali future condanne, ha inaugurato la campagna elettorale. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Piero Sansonetti, direttore de Gli altri e di Calabria Ora.


E’ stato un discorso un po’ giù di corda.

In effetti, ha scelto un profilo basso e, tutto sommato, rispetto a quello a cui ci ha abituati, sobrio. E’ stato ancora una volta imprevedibile. Quando te lo aspetti cattivo fa il buono e viceversa. Insomma, il suo discorso non è stato di certo violento come ci si poteva aspettare. E, francamente, non saprei dire con quale obiettivo strategico.

Non crede che, in realtà, il suo declino lo abbia condotto ad essere ormai del tutto privo di strategia?

Beh, Berlusconi doveva essere già finito nel gennaio del ’95, quando cadde il suo primo governo. Si è dimostrato più resistente di quanto immaginavamo. Anche oggi, ha pur sempre un partito ancora piuttosto forte. Verosimilmente, uno dei tre più forti d’Italia. Ripeto, il fatto che abbia tenuto un discorso poco appassionato, non significa nulla. In un modo o dell’altro continuerà a fare politica.

Come?

Anzitutto, potrebbe non aver rinunciato del tutto a fare cadere il governo Letta.

Con che numeri?

Al Senato, anche dopo la separazione del Nuovo centrodestra, la fiducia al governo potrebbe non essere sempre del tutto scontata. Strada facendo, in ogni caso, Renzi diventerà segretario del Pd  e pure lui potrebbe accelerare non poco la fine delle larghe intese. Insomma, gli eventuali siluri non mancano.

A che gioverebbero, a Berlusconi le elezioni anticipate?