BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

SILVIO IN PIAZZA/ Lo stesso copione che non stanca mai. Perché?

Berlusconi ieri durante il comizio (Infophoto)Berlusconi ieri durante il comizio (Infophoto)

La conferma viene dall'Inno di Mameli, che alle sedici e trentacinque scatta spontaneamente dalla folla quasi come un boato, con la frase "siam pronti alla morte" sottolineata da molti a squarciagola. Infine l'Inno di Forza Italia e, assieme all'Inno d'Italia rilanciato stavolta dall'impianto acustico, l'arrivo dell'ancora senatore Berlusconi. 

Le bandiere tricolori del partito sventolano tutte, termina l'Inno e scatta un "Silvio Silvio" da stadio. Lo stesso Berlusconi sottolinea, iniziando il suo discorso, quel "siamo pronti alla morte" di cui deve aver sentito la forza nella spinta  data dalla folla. Parla di lutto per la democrazia, magistratura di estrema sinistra, libertà. Racconta di nuovo la sua storia, i 57 processi e le 41 assoluzioni. Verso la fine dice la cosa che tutti quelli che sono qui vogliono davvero sentire: andiamo avanti. Si può essere guida politica senza essere in Parlamento, altri lo sono (e cita Renzi e Grillo). Ma come andare avanti? Ripartendo dal basso, dalla gente: "C'eravamo un po' staccati dalla gente" ammette in un fugace mea culpa. Ora si tornerà ad essa, come vent'anni prima, andando nelle città, nei quartieri e nei paesi a formare dei "club" (parola detta con pronuncia inglese non cristallina), che si chiameranno, a furor di popolo, "Club Forza Silvio". Questi club dovranno poi indicare quattro nomi, che guideranno la riscossa e il partito.

Si riuscirà nell'intento? Qui sta il punto: il valore di un leader si decide infatti molto dalla capacità di formare una classe dirigente politica, ma anche economica e culturale. È accaduto finora? Assieme a un ancora considerevole numero di sostenitori capaci di entusiasmo (cosa che nessun altro politico italiano può esibire) che fa di Berlusconi, oltre al più odiato, anche indubbiamente il leader più amato, esistono intorno a lui personalità spiccate nei vari campi? Tra i politici, una serie di secessioni anche recenti ha allontanato diverse teste; in campo economico gli esperti di cultura liberale, attirati inizialmente dalla novità berlusconiana, non sono riusciti a liberare la società italiana da uno Stato la cui pesante invadenza sta affondando tutto; in campo culturale non si vedono grandi personalità scientifiche, artistiche o letterarie, tanto che i senatori a vita devono tuttora essere pescati a sinistra.

Oggi come oggi questo rilancio dice una cosa precisa: si riparte da lui. Ancora lui, sempre lui. Solo lui? Qui sta la sfida dei club in via di fondazione, che dovranno essere mille entro l'8 dicembre. Basterà il capo di sempre, deciso a rimanere in campo anche se fuori dal Parlamento, più vicino alla gente, a far ripartire il sogno di vent'anni fa? Per le persone radunate davanti alla sua dimora romana non c'è dubbio di sì.

© Riproduzione Riservata.